Analisi
La quotazione di Bialetti 10 anni fa - giovedì 19 luglio 2007
Nell’editoriale pubblicato su Soldi Sette n° 749 , vi abbiamo accennato alla quotazione di Bialetti e in particolare al rapporto prezzo/utili citato nel prospetto. Vediamo più nel dettaglio quello che è successo.

In vista della quotazione in Borsa (a partire dal 25 luglio), Bialetti ha varato un’offerta pubblica di vendita e sottoscrizione (dal 16 al 20 luglio). Il gruppo ha cioè aperto il proprio capitale a nuovi investitori, offrendo loro azioni in parte provenienti dagli attuali azionisti e in parte emesse appositamente dalla società. Questo tipo di offerta è rivolta a un pubblico “indistinto”, non necessariamente esperto in materia e quindi non necessariamente in grado di valutare autonomamente le caratteristiche della società e dei titoli. Per questo motivo, l’offerta deve essere per legge corredata da un prospetto informativo che, come recita il testo unico della finanza (TUF; legge n° 262 del 28/12/2005), permetta agli investitori di arrivare a un giudizio fondato     

 Ma che cosa deve contenere esattamente il prospetto? L’art. 95 del TUF attribuisce alla Consob il compito di stabilire, tramite regolamento, il contenuto del prospetto:    

 La Consob ha emesso il regolamento in questione (regolamento n° 11971 del 14/05/1999), che però si limita a un ulteriore rimando a un regolamento europeo (809/2004/CE):    

 Armiamoci quindi di pazienza e compiamo questo ulteriore passo. Il regolamento 809/2004/CE contiene finalmente le indicazioni puntuali su come deve essere redatto il prospetto. Tra le informazioni che necessariamente devono essere riportate, c’è anche l’indicazione del prezzo di offerta o, quando non è stato ancora stabilito, l’indicazione delle modalità con cui sarà calcolato.      

E proprio su questo punto è “caduta” Bialetti. La società ha sì compreso anche queste indicazioni nel proprio prospetto informativo, ma il risultato è secondo noi fuorviante. Vediamo perché. Il prezzo di offerta non è ancora stato stabilito, perciò la società ha semplicemente riportato le modalità con cui è stato determinato l’intervallo indicativo e con cui sarà determinato il prezzo definitivo. Il gruppo ha dichiarato di aver utilizzato “le metodologie di valutazione più comunemente riconosciute dalla dottrina e dalla pratica professionale a livello internazionale”. In particolare, Bialetti ha usato come metodologia principale il metodo dei “multipli di mercato”. La metodologia dei “multipli di mercato” consiste nel rapportare il prezzo di un’azione ad alcuni indicatori economico/patrimoniali della società. In particolare, il rapporto prezzo/utile (in inglese price/earnings, P/E) rapporta il prezzo di un’azione all’utile (per azione) prodotto dalla società. È un po’ come se parlassimo del prezzo al metro quadro di un appartamento: più il rapporto è basso, più l’appartamento (o nel nostro caso l’azione) è conveniente. A pagina 347 del prospetto, Bialetti ha pubblicato una tabella con il rapporto P/E della società sia considerando il prezzo minimo dell’intervallo indicativo (2,35 euro) sia considerando il prezzo massimo (3,15 euro).      

Come si può leggere nella nota alla tabella, il rapporto è stato calcolato utilizzando l’utile netto per azione del 2006. Utile che, come riportato nel conto economico della società pubblicato a pagina 213 del prospetto, ammonta a 0,17 euro per azione (2,5 milioni di euro divisi per i 15 milioni di azioni esistenti al 31 dicembre 2006). Da qui il calcolo del rapporto: 2,35:0,17=13,8 3,15:0,17=18,5. Stando a questi dati, un investitore potrebbe essere indotto a considerare conveniente il titolo, visto che alla pagina successiva vengono riportati ai fini meramente indicativi i rapporti P/E delle società comparabili a Bialetti:    

L’11 aprile 2007, l’assemblea di Bialetti ha però deciso di “frazionare” le azioni secondo un rapporto di uno a quattro! I 15 milioni di azioni Bialetti esistenti al 31 dicembre 2006 sono diventati “automaticamente” 60. Questo significa che un’azione Bialetti offerta oggi ai nuovi sottoscrittori equivale solo a un quarto di un’azione Bialetti esistente al 31 dicembre dello scorso anno. In pratica, a ognuna delle azioni “attuali” corrisponde non più un utile 2006 di 0,17 euro, ma di 0,04 euro (2,5 milioni di euro diviso per 60 milioni di azioni). Ed ecco che il “conveniente” rapporto P/E schizza rispettivamente a 56,8 (2,35:0,04) e 76,2 (3,15:0,04). Tornando all’esempio degli appartamenti, quello delle società comparabili era il prezzo al metro quadro, mentre quello di Bialetti pubblicato nel prospetto era il prezzo di un quarto di metro quadro... Una differenza non da poco, che Bialetti però non ha indicato nel paragrafo in cui ha pubblicato i “multipli”. Certo ha dato notizia del frazionamento delle azioni, ma in altra parte del prospetto, a quasi 300 pagine di distanza (precisamente a pagina 66); neanche un accenno nella tabella relativa ai multipli. Va bene che questi ultimi sono stati pubblicati ai fini meramente indicativi, ma certo il giudizio dei potenziali investitori ne può risultare influenzato. Per questi motivi abbiamo chiesto alla Consob di far rettificare in tempo utile l'informazione onde evitare maggiori danni al mercato e agli investitori e, qualora non vi fossero i tempi tecnici, di provvedere alla sospensione in via cautelare della sollecitazione all'investimento. Abbiamo inoltre richiesto di provvedere a informare tutti i risparmiatori che, nelle more, avessero già comunicato la propria adesione all'offerta, dando loro la possibilità di revocare la loro scelta.  

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