Analisi
Tassi e valute 10 anni fa - lunedì 9 luglio 2007
La Bce lascia fermi al 4% i tassi ufficiali dell’euro, ma fa intendere che nuovi aumenti potrebbero essere in arrivo dopo la pausa estiva. Crescono i tassi inglesi.

TASSI E VALUTE

La Commissione europea ha commentato le prospettive dell’economia della zona euro definendole “brillanti” pur ribassando le proprie previsioni di crescita dal 2,7% del 2006 al 2,6% per quest’anno. Nonostante le incertezze legate al futuro andamento del settore immobiliare in alcuni Paesi della zona euro, la crescita dovrebbe essere sostenuta dalla domanda dei consumatori e dagli investimenti. La buona notizia si è riflessa nell'andamento dei tassi euro a medio/lunga, che la scorsa settimana si sono spostati verso l'alto. In salita anche i tassi a breve termine per via delle dichiarazioni di Trichet, il presidente della Banca centrale europea, che al termine della riunione della scorsa settimana dove i tassi ufficiali sono stati confermati al 4% ha espresso dubbi sul futuro andamento dell'inflazione: un possibile segnale che i tassi ufficali potrebbero salire. Tassi all'insù per tutte le scadenze anche negli Usa. A sostenere quelli a breve è la convinzione che la Fed – la Banca centrale americana – abbia accantonato l'idea di ridurre i tassi ufficiali, almeno fino a fine 2007. Quelli a medio/lunga sono stati invece sorretti dai dati macroeconomici che, dopo il pessimismo diffusosi la settimana precedente, dipingono un quadro economico Usa migliore delle aspettative. Il cambio euro/dollaro è invece rimasto intorno quota 1,36.  La Banca d’Inghilterra ha invece deciso di aumentare i propri tassi ufficiali di un quarto di punto portandoli al 5,75%. Nonostante la riduzione dell’inflazione al 2,5% già in maggio e la sua probabile ulteriore riduzione fino al 2% nei prossimi mesi per via della riduzione della bolletta energetica, la Banca d’Inghilterra ha deciso che fosse meglio non rischiare e giocare d’anticipo sulle pressioni inflazionistiche che ancora minacciano la stabilità dei prezzi: l’economia inglese “tira”, ma la capacità del sistema economico inglese di star dietro alla crescita è ormai al lumicino. La sterlina ha così raggiunto il massimo degli ultimi 25 anni nei confronti del dollaro: 2,02.

condividi questo articolo