Analisi
Economie e mercati 10 anni fa - lunedì 10 settembre 2007
Migliora il commercio italiano con l'estero. L'Ocse riduce le stime di crescita economica 2007 per l'Italia, gli Usa e la zona euro.

IN ITALIA

Volti al bello i dati del commercio estero dell’azienda Italia resi noti in settimana. Nel primo semestre 2007 nei confronti dei Paesi Ue il saldo tra importazioni e esportazioni dai quasi due miliardi di “rosso” si è trasformato in oltre 2 miliardi di “nero”. Se allarghiamo lo sguardo a tutto il mondo, a giugno di quest’anno il saldo è stato positivo per 377 milioni di euro, a fronte di un deficit di quasi 1,6 miliardi di euro del giugno 2006. Buone notizie anche dai dati dell’interscambio con i Paesi extra Ue, relativi però a luglio, mese in cui si è confermata la tendenza alla riduzione del deficit: da oltre 1,5 miliardi di euro si è passati a poco meno di 600 milioni di euro di passivo. Nei primi sette mesi dell’anno il rosso 2006 di quasi 14 miliardi è così sceso a poco più di 10. In leggera crescita il Pmi manifatturiero – l’indice che misura lo stato di ottimismo dell’industria – che in agosto è salito a 53,6 dal 53,3 di luglio. Sempre a luglio le retribuzioni contrattuali orarie sono salite dello 0,1% mensile e dell'1,8% annuo (+2,5% nel periodo gennaio/luglio), vi ricordiamo che a luglio l’inflazione italiana è salita dello 0,2% mensile e dell’1,6% annuo. Secondo i commercianti riuniti in Confcommercio, la spesa delle famiglie è cresciuta di uno scarno 1,1% annuo. La delusione è però arrivata dall'Ocse che ha ridotto le stime di crescita economica per il 2007 del Bel Paese limandole dal 2% all'1,8%.

IN EUROPA E NEL MONDO

L'Ocse, l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ha gelato i mercati tagliando le proprie stime sulla crescita delle economie Ue (da 2,7% a 2,6%) e Usa (da 2,1% a 1,9%). Quasi a conferma, il settore manifatturiero ha rallentato in tutti i Paesi dell'Ue (Italia esclusa), per il calo di nuovi ordini: il Pmi manifatturiero – ne esprime lo stato di ottimismo – in agosto è sceso a 56 da 56,8 di luglio in Germania, a 52,5 da 53,3 in Francia e a 54,3 da 54,9 nell'Ue. In Inghilterra, invece, l'attività manifatturiera ha registrato la maggior crescita degli ultimi 3 anni, con l'indice passato a 56,3 dai 55,9 di luglio. In Germania a luglio la produzione industriale è invece cresciuta meno delle attese – +0,1% mensile e +4,6% annuo – mentre il saldo della bilancia commerciale è salito a 16,5 miliardi di euro. Nell'eurozona è stata confermata la crescita del Pil per il secondo trimestre a +0,3% trimestrale e +2,5% annuo. A luglio le vendite al dettaglio – quelle rivolte ai consumatori – sono cresciute dello 0,1% mensile e 0,5% annuo, mentre i prezzi alla produzione – pagati dalle aziende – sono saliti dello 0,3% mensile e 1,8% annuo. Negli Usa, l'indice Ism manifatturiero, che esprime la fiducia dei direttori degli acquisti, segna in agosto un calo a 52,9 dal 53,8 di luglio, mentre le vendite di case ancora in costruzione sono crollate del 12,2% rispetto a giugno e del 16,1% su luglio 2006. La disoccupazione Usa in agosto è rimasta al 4,6%. Stabile al 4,3% anche la disoccupazione australiana complice il buon andamento dell’economia cresciuta del 4,3% nel secondo trimestre.

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