Analisi
Il contagio 10 anni fa - lunedì 10 settembre 2007
La paura di un forte rallentamento della crescita economica americana e globale ha portato le Borse a chiudere la settimana con un bilancio in rosso.

La paura di un forte rallentamento della crescita economica americana e globale ha portato le Borse a chiudere la settimana con un bilancio in rosso.

I timori che le tensioni finanziarie innescate dalla crisi dei mutui subprimes Usa (quelli concessi a clienti dalla scarsa affidabilità) si possano ripercuotere sui consumi, sugli investimenti e, quindi, sulla crescita economica globale, hanno condizionato l’andamento settimanale delle Borse. Quanto alta sui listini azionari sia questa paura di “contagio”, lo dimostra il fatto che è bastato che l’Ocse – Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico internazionale – limasse di poco le stime di crescita di Usa e Europa per far piovere le vendite già a metà settimana. Sono stati però i dati sull’andamento del mercato del lavoro Usa di venerdì, nettamente peggiori delle attese, a far volgere definitivamente al brutto l’umore dei mercati, facendo anche riaffiorare timori di una recessione dell’economia a stelle e strisce. Secondo i più pessimisti, questo scenario è destinato a concretizzarsi se la Banca centrale americana non prenderà la decisione di un drastica riduzione dei tassi d’interesse. Va però notato che altri dati rilasciati in settimana hanno in realtà mostrato come l’impatto della crisi immobiliare sui consumi sia stato sin qui limitato: le vendite di agosto del colosso della distribuzione americana Wal Mart (-2,8%) si sono dimostrate superiori alle attese. La paura di una forte frenata dell’economia ha però prevalso e il bilancio della settimana si è chiuso con un calo dell’1,4% per New York e con una perdita media del 2,2% per le Borse europee. Tra queste, molto pesante è stato il bilancio di Milano che ha accusato una perdita del 4,2%. Pochi i settori che sono riusciti a contenere le perdite: tra questi, quello energetico è riuscito a chiudere sui valori della settimana scorsa grazie al balzo del prezzo del petrolio (+2,8%). Cali anche per i tecnologici (-1,2%) nonostante i guadagni di Yahoo! (+4,5%) che rileverà la quinta società Usa di pubblicità online.

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