Analisi
Tassi e valute 10 anni fa - lunedì 24 settembre 2007
Come agognato dal mercato, la Banca centrale statunitense ha ridotto i propri tassi ufficiali. Soffre il biglietto verde, che la scorsa settimana ha sfondato quota 1,41 sull'euro. Tassi fermi in Giappone.

TASSI E VALUTE

La scorsa settimana, i tassi euro a breve non si sono discostati molto dai valori di sette giorni prima: il mercato rimane infatti in attesa di segnali che permettano di divinare le future decisioni della Banca centrale europea in tema di politica monetaria. C’è chi afferma che i tassi saliranno o, al più, resteranno dove sono, perché prevarranno i timori di una ripresa dell'inflazione; c’è chi afferma che vincerà l'esigenza di soccorrere mercati ed economia e che quindi i tassi saranno tagliati. Noi siamo tra quelli che credono che lo scenario di stabilità dei tassi ufficiali sia al momento il più probabile, almeno fintanto che le previsioni di inflazione e crescita non si discosteranno da quelle attuali. Intanto i tassi a medio e lungo termine hanno registrato un incremento. Oltreoceano la Fed – la Banca centrale americana – ha ridotto i propri tassi ufficiali dello 0,5% e subito dopo il comunicato il biglietto verde ha perso terreno sfondando quota 1,41 sull'euro. A penalizzare la valuta americana sono state soprattutto le preoccupazioni espresse da Bernanke, il presidente, sugli effetti che i problemi del settore immobiliare potrebbe avere sulla crescita economica Usa. Il mercato si chiede ora se la valuta americana continuerà a deprezzarsi per l'assottigliarsi del differenziale dei tassi Usa/area euro o se recupererà terreno per i benefici effetti che la riduzione dei tassi Usa dovrebbe avere sulla crescita economica del Nuovo continente. Secondo noi nel breve periodo il dollaro potrebbe ancora soffrire, ma dovrebbe riapprezzarsi nel medio termine. E i tassi americani? Il dubbio che al recente "taglio" operato dalla Fed possano seguirne altri già nel corso del 2007 ha spinto all'ingiù quelli a breve, mentre i benefici effetti attesi sulla crescita economica hanno sostenuto i tassi a lunga. La Banca centrale giapponese: in risposta al rallentamento che registra oggi l'economia del Sol Levante (vedi S7 n° 754), ha lasciato invariati allo 0,5% i propri tassi ufficiali.

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