Analisi
Tensioni d'agosto 10 anni fa - lunedì 3 settembre 2007
Dopo i cali della prima metà d'agosto, le Borse occidentali si sono riportate sui valori di fine luglio.

Dopo i cali della prima metà d’agosto, le Borse occidentali si sono riportate sui valori di fine luglio.

La crisi Usa del settore dei mutui subprimes, quelli concessi a clientela di scarsa affidabilità, ha fatto tremare tutto il settore finanziario mondiale nella prima metà d’agosto. Ciò è accaduto perché, una volta concessi, questi mutui sono stati usati a garanzia di emissioni obbligazionarie e di una serie di strumenti finanziari complessi (derivati) che hanno finito per essere acquistati dai fondi e dagli istituti finanziari di mezzo mondo. Con la crisi, il valore di questi investimenti si è quasi azzerato e per gli istituti maggiormente in difficoltà (divenuti più rischiosi) è diventato difficile prendere denaro a prestito da altre banche per “coprire i buchi” del bilancio. Per cercare di risanare la crisi di liquidità, le Banche centrali sono intervenute prestando denaro alle banche in difficoltà. Una manovra che ha riportato, un certo equilibrio nel sistema finanziario e ha alimentato le speranze dei mercati per decisioni future sui tassi d’interesse (riduzione in Usa, stop ai rialzi in Europa) che impediscano alla crisi di ripercuotersi sulla crescita economica Usa e mondiale. Per questo motivo, nella seconda metà d’agosto, le Borse hanno recuperato terreno e si sono riportate sui valori di fine luglio. Rispetto a fine luglio, New York ha messo su l’1% - le variazioni percentuali sono relative al periodo tra il 27 luglio e il 31 agosto - mentre le Piazze Europee, in media, sono salite dell’1,2%. Tra queste, uno dei risultati migliori è stato archiviato da Milano (+1,5%.) In rosso il bilancio del settore finanziario (-0,9%), ma ancora più terreno ha perso il settore automobilistico (-2,3%), sulla scorta di deludenti dati di vendita di alcuni colossi americani. I settori che meno risentono dei cicli economici, sono quelli che si sono meglio comportati: beni di consumo (+1,8%), telecom (+4,2%), utility europee (+1,6%). Salvi anche i titoli tecnologici (+1,3%) sostenuti negli ultimi giorni dalle attese per operazioni di fusione e acquisizione nel settore.

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