Analisi
Economie e mercati 10 anni fa - lunedì 29 ottobre 2007
L'Italia si conferma maglia nera nei conti pubblici, ma la bilancia commerciale porta buone notizie. Nuovi colpi duri per le case americane, e anche la fiducia ne risente. Bene le esportazioni giapponesi.

IN EUROPA

L'istituto di statistica europeo ha finalmente reso noti i dati definitivi sui conti pubblici europei nel 2006. Mentre in Parlamento si dibatte di Finanziaria risulta che siamo il secondo Paese per spesa pubblica in Europa (53,4% del Pil, cioè la ricchezza prodotta) dietro alla Francia. Inoltre con un debito al 106,8% del Pil siamo il più indebitato, davanti a Grecia (95,3%) e Belgio (88,2%). Se nel 2006 21 Paesi Ue han migliorato i conti tra i 5 che li han peggiorati c'era l'Italia. Consoliamoci con dati più attuali. A settembre il commercio extra Ue ha visto le esportazioni salire del 7% rispetto a un anno fa, mentre le importazioni sono aumentate dello 0,1%. Le retribuzioni in Italia sono cresciute dello 0,2% mensile a settembre: secondo l'Ocse il costo del lavoro nell'industria è aumentato in Italia nel 2° trimestre più che negli altri Paesi.  A ottobre la fiducia dei consumatori fotografata dall'Isae si è confermata a quota 107,3, lievemente sopra le previsioni pari a 103. Meglio che in Germania dove l'analogo indice di fiducia Ifo è calato nuovamente ed è ora a 103,9 (mai così basso nell'ultimo anno), sulla scia del pessimismo che ha spinto il governo tedesco ad abbassare al 2% le attese di crescita economica (prima al 2,4%). Per tornare di buonumore concludiamo con un dato positivo sulle vendite al dettaglio francesi che a settembre sono cresciute dello 0,1%, contrariamente alle attese che le davano in calo dello 0,5%.

NEL MONDO

Mentre gli incendi devastavano le case dei divi di Hollywood il settore immobiliare americano non ha dato segnali di particolare salute neppure nel resto del Paese. È stato, infatti, reso noto che a settembre negli Stati Uniti le vendite di case esistenti sono calate di ben l'8%, al di sopra delle attese che davano un calo contenuto di solo il 4,3%. A parziale consolazione è venuto il dato sulla vendita case nuove, in crescita del 4,8%. Tuttavia gli immobili americani sono ancora lontani dall'essere fuori dalla crisi, tanto che una commissione congiunta di Congresso e Senato Usa ha stimato che nel prossimo anno e mezzo dovrebbero essere pignorate circa 2 milioni di case a seguito della crisi dei mutui subprime. Anche il dato sugli ordini di beni durevoli (beni come l'automobile...) è calato a settembre e lo ha fatto nell'ordine di un -1,7%, mentre le attese erano per una crescita dell'1,5%. In questo contesto non stupisce, quindi, che la fiducia registrata dall'università del Michigan uscita lo scorso venerdì sia scesa a quota 80,9 da 83,9, sotto le attese che erano di 82,5. Lo yen ai minimi storici ha invece portato fortuna al Giappone dove a settembre la bilancia commerciale ha registrato un avanzo di 1.637,8 miliardi di yen: si tratta di un dato in crescita del 62,7% rispetto al settembre del 2006, ben oltre le attese dei mercati. A trainare i conti è stato il boom delle esportazioni di auto a fronte di un calo delle importazioni di petrolio.

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