Analisi
Paure d'autunno 10 anni fa - lunedì 22 ottobre 2007
I timori che i contraccolpi della crisi immobiliare Usa possano pesare più del previsto sulla crescita economica hanno trascinato le Borse in rosso.

I timori che i contraccolpi della crisi immobiliare Usa possano pesare più del previsto sulla crescita economica hanno trascinato le Borse in rosso.

Dopo una corsa al rialzo durata più di un mese, le Borse hanno chiuso il bilancio della scorsa settimana con il segno meno. New York ha lasciato sul terreno il 3,9%, mentre le Borse europee hanno perso in media il 2,9%. Milano ha chiuso con un calo del 3%. Sono stati i titoli del settore finanziario (-4,5%) a trascinare al ribasso i listini: Bank of America (-8,6%) ha chiuso il terzo trimestre con un risultato peggiore del previsto, mentre Citigroup (-11,5%), la più grande banca al mondo, ha annunciato che le tensioni nel mercato del credito continueranno anche nel quarto trimestre. Dichiarazioni che hanno smentito le rassicurazioni fatte dalla stessa banca poche settimane fa e che hanno fatto riaffiorare i timori che gli effetti della crisi del settore immobiliare americano possano avere conseguenze più gravi del previsto sulla crescita economica. Timori sostenuti sia dalla corsa del prezzo del petrolio (+5,1%), che potrebbe riflettersi in un balzo dell’inflazione e rallentare la spesa dei consumatori, sia da risultati trimestrali sinora nel complesso non particolarmente brillanti. In particolare, ha pesato sull’umore dei mercati il taglio degli utili attesi per il 2007 da parte del gigante delle costruzioni Caterpillar (-8,4%), i cui vertici hanno sottolineato di non attendersi una ripresa del mercato sino alla primavera del 2008. Quasi tutti i settori hanno chiuso con perdite pesanti, anche superiori al 2,5% (settore media, auto, beni di consumo). In rosso anche i tecnologici (Nasdaq; -2,9%) nonostante i risultati superiori alle attese di Intel (+2,9%) e Google (+1,2%).

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