Analisi
Cresce la paura 10 anni fa - lunedì 12 novembre 2007
La preoccupazione sullo stato di salute dell'economia Usa continua a crescere e le Borse archiviano un'altra settimana difficile.

La preoccupazione sullo stato di salute dell’economia Usa continua a crescere e le Borse archiviano un’altra settimana difficile.

Quanto la crisi del settore immobiliare peserà sulla crescita economica degli Usa è ciò che il mercato si sta chiedendo da mesi. In settimana il presidente della Banca centrale americana (Fed) non ha rassicurato gli animi preannunciando un brusco rallentamento della crescita fino alla prima metà del 2008. Brutte notizie, quindi, che sono state aggravate dai deludenti dati di vendita del colosso della distribuzione Usa Wal Mart (-2,9%), segnale di una frenata della spesa dei consumatori, dalla perdita superiore alle attese registrata da General Motors (-15,4%) nel terzo trimestre dell’anno, e dalle ulteriori svalutazioni su attività legate ai mutui subprime annunciate dai giganti finanziari Citigroup (-12,3%) e Morgan Stanley (-8%). Per allentare la tensione nel mercato del credito, il mercato spera in un’altra riduzione dei tassi d’interesse da parte della Fed. Peccato che la corsa del petrolio, salito in settimana di un altro 1,3%, spingendo sull’acceleratore dell’inflazione, giochi a sfavore a una decisione di questo tipo. L’umore dei mercati è stato quindi orientato al brutto per tutta la settimana e il risultato è stato un calo del 3,7% per New York e del 2,9%, in media, per le Borse europee. Pesante il bilancio di Milano, che ha lasciato sul terreno il 4,7%. Tra i settori, da segnalare il brusco calo dei tecnologici (indice Nasdaq -6,5%) trascinati al ribasso da Cisco Systems (-12,1%) e Qualcomm (-7,8%) che hanno rilasciato previsioni su ricavi e utili dei prossimi trimestri molto inferiori alle attese degli analisti. Brutto debutto, infine, per Damiani, che ha chiuso la sua prima settimana a Piazza Affari in calo del 5,6% rispetto al prezzo di quotazione.

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