Analisi
Festa rovinata 10 anni fa - lunedì 26 novembre 2007
Nella settimana che ha visto New York a servizio ridotto per la festività del Ringraziamento, le Borse hanno chiuso un altro bilancio con il segno meno.

Nella settimana che ha visto New York a servizio ridotto per la festività del Ringraziamento, le Borse hanno chiuso un altro bilancio con il segno meno.

Il timore che la crisi dei mutui subprime possa ancora riservare sorprese sui bilanci delle società finanziarie (-3,9%) ha di nuovo tenuto sotto scacco le Borse. Freddie Mac (-35%), società specializzata in erogazione di mutui, ha rivelato perdite consistenti nel terzo trimestre e ha lasciato intendere che gli ultimi tre mesi dell’anno non saranno migliori. Diversi analisti hanno poi lanciato l’allarme su altre possibili svalutazioni da parte di Citigroup (-6,8%) e di Ubs (-6,1%). In questo clima, la riduzione delle previsioni di crescita per gli Usa nel 2008 da parte della Banca centrale americana – che stima però un bel recupero negli anni a seguire – non ha aiutato a rasserenare gli animi. Sebbene la tenuta della spesa dei consumatori Usa nel giorno della festa del Ringraziamento abbia ridato un po’ di fiducia, le Borse hanno comunque chiuso la settimana in rosso: New York ha perso l’1,2%, mentre le Piazze europee, in media, hanno ceduto lo 0,8%. Milano è scesa dell’1,4%. Il prezzo del petrolio ha sfiorato quota 100 dollari (+4,3%), ma il settore energetico (-1,3%) non ne ha approfittato. Il clima nervoso non agevola poi lo sbarco in Borsa delle matricole: dopo il ritiro di Fri-El Green Power anche altre società che erano sul punto di quotarsi (Waste Italia, Sirma, Rainbow) hanno deciso di rimandare l’appuntamento con Piazza Affari a tempi migliori. Hanno invece deciso di andare avanti Maire Tecnimont e Finaval, seppur con qualche difficoltà: la prima ha fissato il prezzo d’offerta a 2,8 euro, al di sotto del prezzo minimo di 3,5 euro inizialmente previsto, mentre la seconda ha deciso di prolungare il periodo di sottoscrizione (non aderite) fino al 29 novembre, facendo slittare l’inizio delle negoziazioni al 5 dicembre. Solo l’iter di quotazione de Il Sole 24 Ore sembra finora procedere senza intoppi.

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