Analisi
Fiducia traballante 10 anni fa - lunedì 5 novembre 2007
Nonostante la riduzione dei tassi d'interesse da parte della Banca centrale americana, le tensioni nel mercato del credito tornano ad agitare le Borse.

Nonostante la riduzione dei tassi d’interesse da parte della Banca centrale americana, le tensioni nel mercato del credito tornano ad agitare le Borse.

Le Borse ci speravano e le attese non sono state disilluse: la Banca centrale americana (Fed) ha ridotto nella serata di mercoledì i tassi d’interesse di un quarto di punto (vedi a fianco). Il mercato riteneva necessaria la manovra per evitare un ulteriore indebolimento della crescita economica a stelle e strisce e allontanare così le paure di una recessione. I festeggiamenti sono però durati poco. Da giovedì, sono riaffiorati i timori che le tensioni nel mercato del credito non siano del tutto alle spalle e possano gravare in futuro sullo stato di salute dell’economia. La Sec, autorità di vigilanza Usa, ha avviato un’inchiesta su Merrill Lynch (-13,3%): la banca avrebbe messo in atto, con dei fondi speculativi, una serie di operazioni per occultare parte delle perdite registrate dalle attività legate ai mutui subprime. Questo ha fatto traballare la fiducia dei listini. Anche sulla base di risultati trimestrali societari ancora nel complesso poco brillanti, New York ha quindi perso l’1,7% e le Borse europee, in media, hanno lasciato sul terreno l’1,6%. Perdite più contenute per Milano che è scesa dello 0,8%. Segno meno per quasi tutti i settori, anche per gli energetici (-0,1%) che, appesantiti dal calo degli utili di Exxon Mobil (-4,7%) e Chevron (-3,5%), non hanno saputo approfittare dell’ulteriore balzo del prezzo del petrolio (+3,7%). Salvi, invece, i tecnologici (indice Nasdaq +0,2%) e le utility europee (invariate).

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