Analisi
Tassi e valute 10 anni fa - lunedì 5 novembre 2007
Come da copione la Fed (la banca centrale Usa) ha tagliato i tassi. Questa settimana si decide il da farsi anche da noi in una situazione di prezzi "caldi".

Alla fine la Fed ha tagliato i tassi di un quarto di punto portandoli al 4,5%. La scelta, ammorbidisce la linea dura contro l'inflazione ed è stata obbligata dalle attese degli operatori: deluderle avrebbe potuto comportare danni ai mercati. Ad ogni modo a meno di notizie nuove e gravi per la prossima riunione non ci si dovrebbero attendere nuovi tagli. La crisi strisciante negli Usa si è fatta sentire anche in Giappone (seconda economia mondiale) dove la Banca centrale ha deciso (con 8 voti favorevoli e uno solo contrario) di non alzare i tassi, ma di tenerli fermi allo 0,5%. La decisione era attesa, ma gli operatori ritengono che la prospettiva di un incremento potrebbe essere solo rimandata a quando i dati Usa saranno più confortanti. In attesa della riunione della Bce che si terrà questo giovedì la Banca centrale di Svezia ha aumentato i suoi tassi dello 0,25% portandoli al 4%: è il secondo rialzo in due mesi e preannuncia ulteriori ritocchi all'insù entro inizio 2008. L'ultima asta dei titoli di Stato italiani a medio lungo termine, nel frattempo, ha visto rendimenti in lievissimo calo (tra i 4 e 19 centesimi) e ai minimi da marzo scorso. Il rendimento netto andava dal 3,52% del BTp 4,5 8/2010 al 3,9% del BTp 4,5 2/2018. Sono tutti titoli che non vi consigliamo. Le prossime scadenze per le aste dei titoli di Stato sono il 12 novembre per i BoT annuali e il 14 novembre per i titoli a lunga scadenza (come i BTp). Che cosa verrà emesso (e se si terranno effettivamente le aste programmate) lo si saprà nel corso di questa settimana. Dopo i taglio dei tassi Usa ci vogliono ben 1,45 dollari Usa per fare un euro (erano 1,44 settimana scorsa). La sterlina resta ferma a quota 0,7 euro, la corona svedese passa a 9,28 per un euro (era 9,18 una settimana fa) e il dollaro australiano passa a 1,58 (era 1,57 una settimana fa). Infine in Argentina: la favorita Cristina Fernandez de Kirchner ha vinto le elezioni, risolvendo le questioni lasciate aperte dalla presidenza precedente, mai tenera coi possessori di tango bond, e che è pure accusata di aver truccato al ribasso i dati sull'inflazione per risparmiare gli interessi sui titoli di Stato argentini legati all'inflazione.

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