Analisi
Economie e mercati 10 anni fa - lunedì 3 dicembre 2007
In Europa i prezzi han mostrato una pericolosa fiammata. Cresce ancora l'economia Usa, ma il dato è una foto del passato. Le attese per il futuro sono sul chi va là.

IN EUROPA

Prezzi caldi un po' ovunque per l'Europa. In Italia, innanzitutto, dove l'inflazione a novembre, secondo i dati preliminari, è balzata al 2,4%, sopra le attese dei mercati e sopra gli obiettivi (2%) della Banca centrale europea (Bce). Il dato di ottobre era stato del 2,1%. A trainare i prezzi sono stati trasporti (+3,9%) e alimentari e bevande (+3,7%). È invece allineato alle attese il dato sui prezzi alla produzione di ottobre (+3,6%), mentre un'altra componente che può spingere i produttori ad alzare i prezzi dei beni, cioè le retribuzioni contrattuali, a ottobre si è limitata a un progresso del 2%. L'inflazione non è alta solo in Italia, ma anche in Germania, dove, secondo le prime stime, i prezzi a novembre sono saliti del 3%, anche qui siamo sopra le previsioni (2,7%). Il dato sulla crescita dei prezzi dell'area euro è dunque stimato anch'esso al 3%, sopra gli obiettivi della Bce. Ci si può consolare un poco col valore definitivo del Pil (la ricchezza prodotta in un anno) che per la zona euro nel 3° trimestre è salito del 2,7%, lievemente sopra le aspettative di un +2,6%. In questo contesto gli indici sulla fiducia delle imprese sono andati un po' in ordine sparso: la fiducia delle imprese italiane a novembre è calata a 92,2 da 92,8, meno, però, del previsto. La fiducia delle imprese tedesche, invece, è salita: l'indice Ifo che la "fotografa" è, infatti, passato a quota 104,2 da 103,9, mentre i mercati si attendevano un calo (lieve) a quota 103,3.

NEL MONDO

Galoppa la ricchezza Usa, cresciuta nel 3° trimestre del 4,9% annuo: il dato è sopra il 3,9% del 2° trimestre e in linea con le attese. Archiviato il passato con un dato che fa invidia a Eurolandia, gli americani si sono cimentati con un'attualità più deludente: il reddito delle famiglie è cresciuto a ottobre dello 0,2% mensile, così come la spesa personale (+0,2%), meno di quanto speravano i mercati (+0,4% e +0,3% rispettivamente), ma quel che è peggio la fiducia dei consumatori è crollata con l'indice del Conference Board che la fotografa a 87,3, i minimi dai tempi dell'uragano Katrina. Il pessimismo delle famiglie Usa potrebbe preludere a minori consumi, quindi, un rallentamento della crescita. Per ora, in attesa del Natale, ci si consola col dato positivo, anche se poco significativo, del black friday (il venerdì in cui iniziano le spese natalizie) che segna una crescita delle vendite dell'8,7% sul 2006. Buone notizie dal Giappone: finalmente, i prezzi a ottobre sono cresciuti dello 0,2% raddrizzando il bilancio annuale da -0,1% a +0,1%. Ciò non basta a motivare un rialzo dei tassi, ma è positivo (prezzi troppo freddi sono un problema per l'economia quanto quelli troppo caldi). Chiudiamo con una nota sui Paesi emergenti: la ricchezza indiana è cresciuta nel 3° trimestre dell'8,9%: poco più delle attese, ma meno del trimestre precedente, grazie alla severa politica di tassi della Banca centrale che vuole evitare un surriscaldamento.

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