Analisi
Tassi e valute 10 anni fa - venerdì 21 dicembre 2007
La collaborazione tra le Banche centrali annunciata la scorsa settimana è sfociata in vigorose iniezioni di liquidità. Basterà a guarire il malessere dei mercati?

Cura di iniezioni ai mercati malati

La collaborazione tra le Banche centrali annunciata la scorsa settimana è sfociata in vigorose iniezioni di liquidità. Basterà a guarire il malessere dei mercati?

In una settimana di generale pessimismo  le Banche centrali hanno cominciato a attuare la cura, offrendo liquidità agli istituti di credito: la Bank of England ha “piazzato” 10 miliardi di sterline e la Banca centrale Usa 20 miliardi di dollari, ma la decisione più eclatante è della Bce che non ha messo limiti ai capitali offerti, accettando tutte le richieste di finanziamento che prevedessero un tasso minimo del 4,21%. Una mossa che ha un solo precedente, lo scorso 9 agosto, ma con esiti diversi: richieste per 95 miliardi di euro allora, per 350 miliardi oggi. Ma la cura sarà efficace? È ancora presto per capire se basterà a calmare il nervosismo dei mercati: la Bce ha così “raffreddato” l’Euribor, il tasso a cui le banche si prestano denaro, ma i tassi di mercato (euro e dollari) non hanno invece reagito sulle scadenze brevi (sulle scadenze più lunghe hanno segnato un calo dello 0,2% solo per i tassi in dollari Usa). Il problema è la mancanza di liquidità o la mancanza di fiducia che frena le banche nel finanziarsi a vicenda? Le cure, comunque, hanno risollevato il dollaro, che è tornato a 1,43 per un euro (livello che non vedeva da due mesi) e ha trascinato al rialzo anche il cugino canadese (da 1,47 a 1,43) nonostante il taglio delle stime del Fmi . In difficoltà invece la sterlina, da 0,71 a 0,72 per un euro, dopo che i verbali della Bank of England hanno mostrato che la recente decisione di tagliare i tassi è stata presa all’unanimità, confermando i timori per l’economia britannica. Timori condivisi anche dalla Banca centrale giapponese, che ha lasciato invariati allo 0,5% i tassi ufficiali (come nelle attese). Stabile il dollaro australiano, a 1,67 per un euro. In calo, invece, la corona svedese (da 9,41 a 9,45 per un euro). Chiudiamo con una nota sui titoli di Stato: l’asta sui titoli a medio-lungo termine di cui vi abbiamo parlato la scorsa settimana riguarderà i BTp 2018 (che vi avevamo consigliato: la scadenza per le prenotazioni è il 27 dicembre), i CcT 2014 e i BTp 2010.

condividi questo articolo