Analisi
Borse sulle montagne russe 10 anni fa - lunedì 28 gennaio 2008
I mercati non sono sereni: le Borse hanno vissuto la settimana appena trascorsa tra notevoli alti e bassi.

I mercati non sono sereni: le Borse hanno vissuto la settimana appena trascorsa tra notevoli alti e bassi.

Senza il “faro” di New York, chiusa per festività, la prima seduta della settimana ha visto i listini asiatici e europei travolti dalle vendite. Il martedì si preannunciava altrettanto nero, ma la decisione a sorpresa della Banca centrale americana di ridurre il costo del denaro (vedi a fianco) ha poi permesso di contenere un po’ le perdite. La manovra non ha però convinto tutti e secondo alcuni non permetterà comunque di evitare la recessione negli Stati Uniti. Per questo l’umore dei mercati non si è rasserenato del tutto. E lo si è notato dall’andamento di tutte le successive giornate, caratterizzate da notevoli oscillazioni in alto o in basso a seconda delle notizie che man mano giungevano dal fronte macroeconomico o da quello dei risultati societari. Alla fine New York è riuscita a registrare un piccolo guadagno dello 0,4%, mentre le Borse europee, su cui hanno pesato anche le parole del governatore della Banca centrale europea (vedi a fianco), hanno archiviato un calo medio del 3,2%. Tra queste, contiene i ribassi Londra (-0,6%), mentre Milano (-4,4%) e Francoforte (-6,8%) accusano perdite consistenti. Un piano d’aiuti per evitare il fallimento delle società americane che avevano offerto assicurazione contro le insolvenze di obbligazioni legate ai subprime ha dato, assieme alla riduzione dei tassi d’interesse, un po’ di fiato al settore finanziario, (+1,4%). Pesante invece il ribasso dei telefonici (-2,5%): i buoni risultati trimestrali di Nokia (+8,7%) non sono bastati a compensare la delusione sul calo degli utili di Motorola (-19,5%). In lieve recupero il settore dei semiconduttori (+0,2%) grazie ai rassicuranti risultati trimestrali di Texas Instruments (+1,1%). Da registrare, infine, il calo del settore energetico (-2,8%) che non ha beneficiato del piccolo recupero del prezzo del petrolio (+1,4%).

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