Analisi
Economie e mercati 10 anni fa - lunedì 28 gennaio 2008
L'Unione Europea si preoccupa per i conti italiani, e nel frattempo alcuni indici di fiducia europei mostrano segni di ripresa.

IN EUROPA

A margine della crisi politica della scorsa settimana sono state tirate le somme della cura fiscale operata dal governo uscente che, nel giro di due anni, ha ridotto il rapporto defict/pil (cioè quanto lo Stato va in rosso in percentuale rispetto alla ricchezza prodotta dalla nazione in un anno) al 2%. In questo contesto l'Europa ha ricordato all'Italia il suo impegno verso una ulteriore riduzione del deficit fino all'azzeramento nel 2010, ma si è detta preoccupata che l'instabilità politica, unita alla crescita risicata (per l'Italia qualcuno al forum di Davos ha parlato pure di rischio recessione), potrebbe far sì che tale obiettivo sia rimandato al 2011 se non addirittura oltre. E intanto in Italia l'indice che misura la fiducia dei consumatori registrato dall'Isae a gennaio è sceso a quota 102,2 da 106,9 dello scorso dicembre. Meglio, invece la situazione in Germania dove l'indice Ifo sul "clima degli affari" a gennaio è salito a quota 103,4. Si tratta di un piccolo passo rispetto al dato di 103 di dicembre, ma interrompe una tendenza al calo in atto da qualche mese e fa filtrare ottimismo: il rallentamento mondiale non sembra far paura alle imprese tedesche. Stabile anche la fiducia delle imprese francesi il cui indice, a gennaio, si è fermato a quota 109, in linea col dato di dicembre e comunque sopra la media storica. Sempre in termini di fiducia, l'indice europeo Pmi delle imprese manifatturiere a gennaio è salito a quota 53,9 da 53,5.

NEL MONDO

Le vendite di case esistenti negli Usa a dicembre sono diminuite, dopo mesi di compravendite stabili, del 2,2%, a quota 4,89 milioni di unità dai 5 milioni di novembre. Siamo del 22% sotto il dato di 6,27 milioni di case del dicembre 2006. È interessante notare che il capo economista dell'istituto che comunica questo dato ha sottolineato come questa debolezza del mercato capiti in una fase in cui i prezzi delle case sono più bassi, gli interessi sui mutui continuano a scendere e i redditi sono più elevati, ma molti potenziali acquirenti rimandano l'acquisto di una casa. D'altro canto il recente taglio dei tassi viene visto molto di buon occhio ai fini di un rilancio del settore. Nel frattempo l'ultimo dato settimanale sulle richieste di sussidio per la disoccupazione negli Usa mostra un calo a 301.000 richieste (sono 1.000 in meno rispetto alla settimana precedente). Cambiando continente assistiamo a un nuovo rialzo dell'inflazione australiana: nel quarto trimestre 2007 i prezzi al consumo sono saliti (su base annua) del 3% (il 3,8% l'indice dei prezzi utilizzato dalle autorità monetarie australiane per le loro decisioni). Questa fiammata inflazionistica complica il compito della banca centrale australiana in un momento in cui la volatilità dei mercati è assai elevata. Sale l'inflazione anche in Giappone dove, a dicembre, ha raggiunto lo 0,8%. Siamo ai massimi da 10 anni a questa parte.

 

condividi questo articolo