Analisi
Economie e mercati 9 anni fa - lunedì 3 marzo 2008
Bel Paese: prezzi su, fiducia giù. Meglio la fiducia in Germania, anche se il dato presenta luci e ombre. Bene l'occupazione tedesca.

IN EUROPA

L'inflazione italiana, secondo i dati preliminari dell'Istat, rimane al 2,9% annuo anche a febbraio, in linea con le attese e col valore di gennaio. In questo contesto di incertezze sul futuro del Bel Paese continuano i dati deludenti circa la fiducia che tra le imprese del settore manifatturiero (il dato è dell'Isae, istituto di analisi economica legato al governo) è scesa a febbraio da 91,3 a 89,8 contro attese di cali più lievi, mentre per il settore dei servizi (dato sempre Isae) è addirittura crollata da 12 a zero, ai minimi dall'agosto 2005. Di segno opposto la fiducia in Germania, fotografata dall'indice Ifo: a febbraio è salita da 103,4 a 104,1, contro le attese di un ribasso, tuttavia il dato si può disaggregare con un certo ottimismo sulla situazione corrente (da 107,9 a 110,3) e un lieve calo delle attese sul futuro (da 99 a 98,2, livello già registrato a dicembre). Sempre in Germania i dati preliminari sull'inflazione la danno a febbraio al 2,8%, in linea con gennaio. Infine tra gennaio 2007 e gennaio 2008 in Germania si sono creati 523.000 nuovi posti di lavoro, segno che l'economia tedesca mostra i muscoli. Sull'altra sponda della Manica l'indagine mensile della Cbi (la Confindustria inglese) presso le imprese britanniche ha indicato che a febbraio le vendite hanno smesso di crescere, mentre i prezzi sono saliti. L'indice relativo è calato da quota 4 a -3, il dato peggiore da novembre 2006, e sotto le attese che si attestavano a +2.

NEL MONDO

Settimana dura per gli Usa, in cui si continua a temere la recessione se non addirittura la stagflazione. Il dato che più ha colpito le fantasie è stato quello sul Pil (la ricchezza prodotta) americano nel 4° trimestre 2007: il dato definitivo conferma una risicata crescita annua dello 0,6% (era il 4,9% nel 3° trimestre), quando molti speravano in un ritocco all'insù. In particolare, visto che dopotutto si tratta del motore dell'economia americana, ha messo ansia il fatto che i consumi siano scesi dello 0,3%. E in effetti la fiducia dei consumatori Usa (dato raccolto dal Conference Board) è calata a febbraio di ben 12 punti dal dato di gennaio, a quota 75, oltre le attese. Ciò non stupisce: in un Paese in cui i prezzi degli immobili han tirato la volata alla crescita il persistere della debolezza dell'immobiliare preoccupa: infatti a gennaio la vendita di case nuove è calata, rispetto a dicembre del 2,8%, oltre le attese. Spostandoci a oriente l'inflazione giapponese a gennaio è stata dello 0,8%, un livello alto per il Paese, che oltretutto ha un'economia non brillante. Frena la corsa, ma poco, anche in India cresciuta, nel 4° trimestre 2007, "solo" dell'8,4% annuo, il dato si spiega in parte anche con i recenti rialzi dei tassi al per contenere l'inflazione. E, infine, anche dalla Cina arrivano previsioni di crescita più moderata nel prossimo trimestre: si parla di un 10,5% contro l'11,4% registrato nel 2007. E resta poi il nodo inflazione elevata: è al 6,9%.

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