Analisi
Fare grana ... col grano? 9 anni fa - venerdì 21 marzo 2008
Potete indicarmi titoli del settore agroalimentare, possibilmente quotati in Italia, nei quali investire per sfruttare il momento positivo del settore?

Un settore in piena maturazione

· Negli ultimi tempi, il rincaro dei prezzi dei prodotti alimentari è stato spesso al centro delle cronache. I cambiamenti climatici, l’aumento della richiesta da parte dei Paesi in via di sviluppo e il sempre maggior utilizzo di prodotti agricoli per la produzione di biocombustibili hanno spinto al rialzo i prezzi dei prodotti del settore.

· In Italia, ad esempio, le ultime rilevazioni dell’Istat hanno mostrato che a gennaio i prezzi alla produzione dei prodotti alimentari sono cresciuti del 9,1% rispetto a un anno prima: un aumento superiore a quello registrato dall’insieme di tutti i prodotti (+5,2%) e secondo solo a quello dei prodotti petroliferi (+29,4%). Spostandoci in ambito internazionale, il prezzo del grano sulla principale piazza in cui è trattato (Chicago) nell’ultimo anno è pressoché raddoppiato.

· Un modo per “approfittare” di questa situazione è investire nelle aziende del settore, i cui conti dovrebbero beneficiare dei più elevati prezzi di vendita. Purtroppo, però, in Italia esiste una sola società quotata che opera nel settore agricolo; per trovare un più ampio ventaglio di opportunità di investimento dobbiamo spostarci all’estero.

· Abbiamo scelto di puntare i riflettori sugli Stati Uniti perché il settore agricolo rappresenta una fetta importante dell’economia del Paese: stando alle ultime rilevazioni relative a gennaio, le esportazioni di grano hanno segnato la crescita più alta dopo quella registrata dai prodotti petroliferi e dall’oro. Inoltre, il dollaro ai livelli attuali è secondo noi sottovalutato, un elemento che potrebbe compensare le maggiori commissioni bancarie da affrontare per investire in un mercato estero. Infine, un altro motivo per cui abbiamo scelto gli Usa è il fatto che i giganti mondiali del settore sono quotati a New York.

Società per società

· Partiamo dall’Italia. Isagro (2,14 euro) opera nel settore degli agrofarmaci e investe nello sviluppo di nuove molecole; tra i suoi principali prodotti ci sono funghicidi, insetticidi e erbicidi. Il gruppo ha chiuso il 2007 con ricavi in crescita del 24,6%, grazie all’apporto di una nuova consociata brasiliana, e utili industriali più che raddoppiati. Ciò nonostante, l’utile netto (0,004 euro per azione) è in calo di oltre il 71% rispetto al 2006 a causa degli oneri finanziari, pesantemente aumentati. Considerando che il gruppo ha dovuto ridimensionare il piano strategico per i prossimi anni, anche a causa del ritardo nell’ottenimento di nuove registrazioni, per il 2008 stimiamo ricavi in crescita del 5% e utili pari a 0,14 euro per azione.

I PESTICIDI FANNO MALE... AL PORTAFOGLIO

Dopo l’entusiasmo dei primi anni di quotazione, il titolo Isagro (in euro) è crollato sotto il prezzo di quotazione. Ciò nonostante non è secondo noi interessante per un acquisto.

· Passando agli Usa, la prima società su cui puntiamo i riflettori è Monsanto, (97,13 dollari), di cui vi avevamo già parlato un anno fa (vedi Soldi Sette n° 728) e che opera nelle biotecnologie applicate all’agricoltura.

· La società ha chiuso il 2006/2007 con ricavi in crescita del 16,7%, mentre nei primi tre mesi 2007/2008 la crescita è stata del 36,4%. Quanto all’utile, nel 2006/2007 è stato di 1,8 dollari per azione (+44% sull’anno precedente) e nel primo trimestre 2007/2008 è stato di 0,46 dollari per azione (quasi triplicato rispetto ai primi tre mesi 2007/2008). Stimiamo per il 2007/2008 un utile di 2,5 dollari per azione.

· Deere & Company (79,2 dollari) produce macchinari per l’agricoltura. Nel 2007 i suoi ricavi sono aumentati dell’8% e l’utile è stato di 4,05 dollari per azione, +8% rispetto al 2006. Per il 2008, stimiamo utili di 5,1 dollari per azione.

· Infine, ci sono tre società che operano nel settore agrochimico e in particolare nei fertilizzanti: le statunitensi Terra Industries (35,85 dollari) e Mosaic Company (92,01 dollari) e la canadese Potash Corporation of Saskatchewan, anch’essa quotata a New York (144 dollari). Tutte e tre hanno chiuso il 2007 con consistenti aumenti sia nei ricavi sia negli utili. Quanto al 2008, stimiamo utili pari rispettivamente a 3,3, a 3,9 e a 7 dollari per azione.

Solo per speculatori

· Dopo la fiammata nei primi anni, Isagro ha perso terreno in Borsa (vedi grafico). Ciò nonostante, riteniamo che non sia interessante acquistarlo. Ai prezzi attuali, riteniamo che sia correttamente valutato: chi l’avesse può mantenerlo.

· Tutte le società estere di cui vi abbiamo parlato hanno vissuto negli ultimi mesi un boom di Borsa; Monsanto, ad esempio, rispetto al nostro primo consiglio di un anno fa ha raddoppiato il suo prezzo (vedi grafico). Ai livelli attuali, i prezzi dei titoli tengono in considerazione le buone prospettive del settore; nella tabella qui sotto trovate il rapporto tra prezzi e utili e il rapporto tra prezzi e patrimonio contabile (due indicatori sintetici della “convenienza” di un titolo) confrontati con quelli della Borsa di New York. Non vediamo opportunità di acquisto per il buon padre di famiglia, potete al massimo mantenere.

 

Rapporto prezzo / utili 2007

Rapporto prezzo / utili 2008

Rapporto prezzo / valore contabile 2007

Monsanto

53,6

39,1

7,1

Deere & Co.

19,5

15,6

5

Terra Ind.

16,2

10,8

4,3

Mosaic Co.

95,2

23,8

9,6

Potash Corp.

41,4

20,7

7,8

Borsa di New York

15,5

13,3

2,6

 

· Lo speculatore, tuttavia, può tentare una scommessa. Riteniamo infatti che la corsa dei prezzi dei beni alimentari, e di conseguenza dei prezzi di Borsa dei titoli del settore, non sia ancora esaurita, anche se secondo noi ha già espresso una buona parte del suo potenziale. Insomma, siete ancora in tempo a salire sul treno in corsa, ma quando i prezzi degli alimentari cominceranno a rallentare, c’è da aspettarsi una brusca frenata dei prezzi dei titoli in Borsa.

· Quale titolo scegliere per una speculazione? Ancora una volta, la nostra scelta ricade su Monsanto: a spingerci verso questa decisione sono le maggiori dimensioni e soprattutto il particolare ramo in cui opera, che ci sembra quello con maggiori opportunità di sviluppo.

UN TITOLO... BEN COLTIVATO

Il titolo Monsanto (in dollari Usa) nell’ultimo anno ha quasi raddoppiato il suo prezzo, ma secondo noi c’è ancora spazio, seppur limitato, per speculare.

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