Analisi
New York sale, L'Europa scende 9 anni fa - venerdì 21 marzo 2008
Questo il bilancio di una settimana che le Borse hanno vissuto tra impressionanti sbalzi d'umore.

Questo il bilancio di una settimana che le Borse hanno vissuto tra impressionanti sbalzi d’umore.

La corta settimana pasquale (venerdì 21 le Borse sono rimaste chiuse) è stata caratterizzata dal recupero dei titoli finanziari Usa. I risultati superiori alle attese annunciati da colossi quali Goldman Sachs (+8,6%), Lehman Brothers (+23,9%) e Morgan Stanley (+19,4%) hanno iniziato a lasciar sperare che le tensioni nel mercato del credito, almeno per i “big” del settore, possano essere al capolinea. Ottimismo che è stato corroborato dall’ulteriore sforbiciata ai tassi d’interesse da parte della Banca centrale Usa e dalla determinazione mostrata da quest’ultima a offrire denaro fresco per sostenere gli istituti finanziari più in difficoltà. Si tratta per ora solo di sprazzi d’euforia e la tensione resta, in realtà, alta anche nei confronti di alcuni protagonisti europei del settore. I timori – non confermati – che anche Ubs (-9,1%) possa fronteggiare una crisi di liquidità come quella che ha colpito Bear Stearns e le indiscrezioni – smentite- che vorrebbero il colosso inglese Hbos (-15,7%) in estrema difficoltà sul mercato del Regno Unito hanno, infatti, più volte fatto riaffiorare il pessimismo del mercato. La settimana è stata quindi vissuta tra un impressionante alternarsi di alti e bassi. Alla fine, però, la Borsa di New York è riuscita comunque ad archiviare un robusto guadagno del 3,2%. In terreno negativo, invece, le Piazze europee, che in media hanno registrato un calo del 2,5%. Tra queste, maglia nera per Milano, che ha chiuso la settimana con una perdita del 4,1%. Da segnalare il calo del prezzo del petrolio (-4,5%) che ha pesato sul risultato del settore energetico (-5,4%). Male anche il settore telecom (-1,1%) su cui hanno pesato sia la previsione di Deutsche Telekom (-10,7%) di un’altra riduzione degli utili 2008 della divisione telefonia fissa, sia l’allarme lanciato da Ericsson (-10,6%) per il rischio di una riduzione del 50% degli utili della società in comune con Sony nel primo trimestre 2008.

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