Analisi
Piazza Affari ha perso il 20% da inizio anno: abbiamo toccato il fondo? 9 anni fa - venerdì 21 marzo 2008
Secondo alcuni prima di risalire il prezzo delle azioni rapportato al valore "di libro" deve scendere sotto uno. È vero? Vale anche per le Borse estere?

· Quanto sostenuto da queste teorie dipende sia dall'osservazione di quello che è accaduto a singoli titoli in passato, sia dal fatto che, in Italia, siamo scesi sotto tale valore in modo generalizzato nel 1992 (vedi grafico), ai tempi della crisi della lira e del (fin qui) ultimo periodo di recessione mondiale.

· Un rapporto tra prezzo e valore "di libro" (d'ora in poi P/BV, vedi riquadro) sotto l’uno non è, però, esperienza comune anche in altre Borse: ogni mercato ha una storia sua propria. Ad esempio la media italiana di quel rapporto (vedi tabella) è sì più bassa di quella Usa o mondiale, come inferiori sono stati i suoi minimi e i suoi massimi, ma altrove le dinamiche son state diverse. Per fortuna! Perché per arrivare a tali traguardi le Borse dovrebbero bruciare ancora molti miliardi di capitalizzazione.

· Oggi il rapporto P/BV delle principali Borse, dopo mesi di calo è comunque giunto a livelli o in linea con la media passata degli ultimi 22 anni, o poco sotto. Se, quindi, non siamo ai minimi, le Borse, secondo questo indicatore, nella maggior parte dei casi non sono comunque care.

IL RAPPORTO P/BV NELLE PRINCIPALI BORSE

Borsa

Valore oggi

Media 1986-2008

Massimo raggiunto

Minimo raggiunto

Numero mesi sotto 1

Valori più frequenti **

Milano

1,7

1,9

3,4

0,89

2

1,4-2,4

New York

2,6

2,8

4,97

1,56

0

1,9-3,7

Londra

2,2

2,2

1,11

1,22

0

1,5-2,9

Parigi

1,8

2

1,13

3,52

0

1,5-2,5

Francoforte

2

1,9

3,35

1,08

0

1,4-2,4

Madrid *

1,5

1,9

3,46

0,82

17

1,1-2,7

Tokio

1,5

2,3

4,24

1,5

0

1,7-2,9

Mondo

2,3

2,3

3,5

1,66

0

1,9-2,7

NB: Dati mensili dal gennaio 1986, tranne Madrid (*) che è da gennaio 1987; (**) indichiamo la forchetta di valori intorno alla media che racchiudono circa i 2/3 dei valori mensili esaminati.

SIAMO AI MINIMI, MA NON TROPPO

Il rapporto tra prezzo e valore di libro delle azioni italiane è oggi poco sopra quota 1,5. Siamo su livelli bassi, ma non significa che Piazza Affari abbia toccato il fondo, altre turbolenze possono arrivare: meglio essere prudenti.

Strumenti d'analisi potenti, ma grezzi

Il rapporto tra prezzo e valore "di libro" delle azioni (o Book value), cioè capitale sociale più riserve, più utili non ancora distribuiti agli azionisti come dividendo, è spesso utilizzato come un indicatore grezzo che permette di confrontare una società con un'altra per dire se è cara o meno, esattamente come succede con il prezzo al metro quadro degli appartamenti. Più questo rapporto è basso, più una società è conveniente. È un parente stretto (ma meno ballerino) del rapporto tra prezzo e utili delle società che viene utilizzato con la stessa funzione. Entrambi, presi da soli, forniscono però solo indicazioni di massima che poi vanno integrate con altre informazioni. Per saperne di più consultate il nostro sito www.altroconsumo.it/finanza > Conoscere e ripassare> La nostra metodologia. Chi desiderasse avere questi dati (e molti altri) per le società della nostra selezione può abbonarsi al nostro supplemento tecnico telefonando al numero 02/6961520. La prova è gratuita.

· Non stupisce, quindi, ciò che vi abbiamo detto la scorsa settimana a pagina 1 (Viscere e 100%). Da un lato le paure dei mercati tanto evidenti oggi ci spingono a consigliarvi prudenza perché le Borse navigheranno a vista tra i marosi ancora per qualche tempo; da un altro lato ci confrontiamo con i dati forniti dai nostri modelli di calcolo (ben più di un grezzo P/BV) che ci dicono che le Borse stanno diventando terreno per buoni affari, ma a patto di pazientare perché i frutti matureranno con calma.

· Chi teme il rischio non può far altro che ritirarsi, mettere tutto su un conto di deposito (vedi pagina 11) e aspettare. Potrebbe dover stare alla finestra pochi mesi, ma anche a lungo, non prima delle elezioni americane di novembre.

· Tutti gli altri devono confrontarsi col fatto che siamo in tempi difficili, in cui cane mangia cane (è il caso di JP Morgan che si è acquistata Bear Sterns in saldo) e in cui in Borsa si rischia di essere scippati giorno dopo giorno. Chi non ha paura sa anche che, per approfittare in pieno della ripresa che verrà dopo, bisogna impostare le proprie mosse per tempo. Soldi Sette vi può fornire tutte le dritte del caso.

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