Analisi
Settore finanziario sotto pressione 9 anni fa - venerdì 21 marzo 2008
In meno di un anno, il crollo del mercato immobiliare Usa e la crisi dei mutui subprime hanno prodotto una delle maggiori crisi del sistema finanziario su scala mondiale. Ma come è potuto accadere tutto questo e dove vanno ricercate le cause?

La cartolarizzazione dei debiti

· Una delle principali ragioni per cui la crisi dei subprime, i mutui concessi a clienti poco affidabili, ha contagiato il settore finanziario mondiale è la prassi delle banche di cedere questi mutui, insieme ad altri crediti, a garanzia di emissioni obbligazionarie e di altri strumenti finanziari complessi (derivati ), che vengono poi acquistati da fondi e da istituti finanziari di tutto il mondo. In quest’ottica le banche creano degli Abs (asset-backed securities), obbligazioni basate sul raggruppamento di crediti molto rischiosi come i subprime con altri poco rischiosi che, facendo scendere il rischio medio del prodotto, ne facilitano la vendita e consentono di domandare anche un prezzo più elevato.

· Un tipo di Abs che ha avuto particolarmente successo sono i Cdo (collateralized debt obbligation), ossia obbligazioni che, costituite di centinaia di titoli differenti, vengono negoziate sul mercato dei prodotti derivati. Un successo che si spiega con il fatto che questi titoli, essendo molto diversificati sono, in teoria, poco rischiosi, ma offrono rendimenti più generosi delle obbligazioni tradizionali. E se ciò non bastasse, la maggioranza di questi titoli beneficia anche di una garanzia di rimborso da parte di assicurazioni specializzate in questo settore, le cosiddette monoline, cioè "monolinea" poiché assicurano esclusivamente titoli presenti sui mercati obbligazionari.

· Considerando tutti questi presunti vantaggi non sorprende che numerosi fondi d’investimento e banche d’affari abbiano comprato, con fiducia, titoli di questo tipo, anche quando non ne conoscevano la composizione.

Le assicurazioni “monoline” sotto pressione

· Come abbiamo visto, le assicurazioni monoline rappresentano la garanzia per eccellenza per questi complessi prodotti d’investimento. Queste compagnie di assicurazione, nate negli anni ’70 per garantire le obbligazioni delle amministrazioni comunali americane, garantiscono il pagamento del capitale e degli interessi, permettendo così ai comuni di finanziarsi a buon mercato. Col tempo, però il loro raggio d’azione si è allargato così tanto che ormai assicurano somme pari a 150 volte il loro capitale proprio, ossia circa 2500 miliardi di dollari. E, ovviamente, ora che numerosi Cdo sprofondano in seguito al crollo del mercato immobiliare americano, anche queste assicurazioni subiscono perdite così pesanti che non sembrano più in grado di garantire le somme assicurate. Il loro rating AAA (profilo di rischio più basso) sembra minacciato.

· E visto che il rating delle monoline si applica anche a tutte le attività da loro assicurate, un declassamento metterebbe a rischio la sopravvivenza non solo di queste compagnie di assicurazioni, ma anche di qualche miliardo di obbligazioni Usa da loro assicurate. Molti fondi non possono, infatti, acquistare titoli che non abbiano una valutazione AAA (ossia poco rischiosa). Se dunque il livello di rischio delle assicurazioni monoline aumentasse, salirebbe anche quello dei debiti da loro assicurati, il che costringerebbe molti fondi a vendere in massa queste obbligazioni, accumulando così pesanti perdite.

· Un tale scenario infliggerebbe un altro duro colpo al settore finanziario, già sotto pressione. In questo caso, infatti, la rapida svalutazione di queste obbligazioni ridurrebbe nettamente i loro mezzi propri. E visto che le banche sono obbligate a mantenere un certo rapporto tra mezzi propri , investimenti e rischi, per sopravvivere potrebbero essere costrette a vendere in fretta anche altre attività. Con tutta probabilità quindi, un declassamento del rating delle assicurazioni monoline genererebbe nuovi movimenti di panico nel settore finanziario.

Non mancheranno sorprese a breve termine

Anche se la cartolarizzazione dei debiti ha, in principio, come obiettivo quello di ridurre il rischio ripartendolo su più prodotti, l’assunzione di rischi sempre maggiori e la creazione di prodotti finanziari sempre più complessi han finito per far sì che gli investitori acquistino, spesso alla cieca, prodotti finanziari molto sofisticati, confidando solo nel fatto che hanno, almeno in teoria, un basso profilo di rischio (AAA). Ma, visto che diventa sempre meno scontata la capacità delle assicurazioni monoline di garantire questi prodotti, il 2008 e il 2009 rischiano di essere degli anni difficili per il settore finanziario, tanto più nella seconda metà del 2008 è previsto il picco dei mancati rimborsi dei mutui subprime. Anche se molti titoli del settore finanziario continuano a rappresentare un investimento interessante a medio e lungo termine, il settore potrebbe riservarci qualche altra cattiva sorpresa a breve termine.

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