Analisi
Il gas di Ascopiave non scalda gli animi 9 anni fa - mercoledì 30 aprile 2008
Il mio consulente bancario mi ha fatto acquistare azioni Ascopiave quando il loro prezzo era a 2,10 euro. Sono scese tanto e non so cosa fare: le vendo, le mantengo o e ne acquisto ancora?

Ascopiave: gas a NordEst

· Ascopiave è una utility veneta che si occupa quasi esclusivamente di vendita e distribuzione di gas. La società è sbarcata in Borsa a dicembre 2006 a un prezzo di 1,8 euro.

· Era un prezzo che non avevamo valutato conveniente (vedi su www.altroconsumo.it/finanza la nostra analisi del 28/11/2006): avevamo sconsigliato l’acquisto del titolo al buon padre di famiglia. Dopo una fiammata seguita allo sbarco in Borsa, il titolo ha intrapreso una china discendente: al prezzo di oggi (1,58 euro) è in calo del 12% rispetto a quello di quotazione.

Sperando in un inverno freddo

· A pesare sull’andamento del titolo ha giocato anche il clima mite dell’anno scorso: i volumi di gas distribuito sono risultati in calo del 7% rispetto al 2006, mentre i volumi di gas venduto, al netto delle acquisizioni intervenute nel corso dell’anno, sono risultati in calo del 7,2%.

· Per controbilanciare lo sfavorevole contesto climatico, la società ha utilizzato i proventi dello sbarco in Borsa sia per avviare la nuova attività di vendita di gas da grossista sia per portare a termine una serie di acquisizioni di altre piccole utility del NordEst. Grazie a tali investimenti, l’utile industriale del 2007 è risultato in crescita del 16% rispetto al 2006. L’utile netto finale del 2007 si è attestato a 0,09 euro per azione contro gli 0,11 euro del 2006. La società ha confermato anche per quest’anno la distribuzione di un dividendo di 0,085 euro (stessa cifra dell’anno precedente).

· Le acquisizioni più importanti sono state però perfezionate a dicembre 2007 e si faranno sentire in termini di maggiori oneri finanziari a partire dal 2008. Tenendo conto anche del piano d’acquisto d’azioni proprie, nonché delle ulteriori acquisizioni chiuse nei primi mesi di quest’anno, stimiamo un utile per azione di 0,09 euro per il 2008 e di 0,11 euro per il 2009. In entrambi gli anni ci aspettiamo un dividendo costante a 0,09 euro.

Una società che non scalda gli entusiasmi

· Alla luce di questi e altri parametri, del confronto coi principali concorrenti e dei tassi di crescita attesi per il settore da qui fino al 2015, riteniamo che, al prezzo attuale, il titolo sia correttamente valutato. Per chi, come il nostro lettore, avesse già in mano questi titoli, il consiglio è di mantenerli, ma di non acquistarne più. Chi non dovesse averli, invece, non li acquisti.

· La società non è contendibile in quanto saldamente in mano alle pubbliche amministrazioni di diversi Comuni del NordEst. Quest’ultima è la zona che sembra essere al momento la più ricca di fermenti in merito a operazioni di consolidamento tra gli attori del settore. Va però detto che, come l’esperienza di altre utility italiane insegna, la realizzazione di tali progetti è spesso lunga e complessa. Tenendo conto anche del fatto che il titolo è molto poco scambiato, preferiamo sconsigliare anche agli speculatori d’investire sul titolo.

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