Analisi
Tassi e valute 9 anni fa - lunedì 14 aprile 2008
Nonostante gli inviti del Fmi, la Bce non taglia. Tassi fermi anche in Giappone, ma non in Gran Bretagna.

Bce ancora ferma

Nonostante gli inviti del Fmi, la Bce non taglia. Tassi fermi anche in Giappone, ma non in Gran Bretagna.

Il pessimismo del Fondo monetario internazionale (Fmi) non si limita alle stime di crescita. Per i prossimi mesi, il Fondo prevede nuovi scossoni e una nuova ondata di perdite e svalutazioni per il sistema finanziario mondiale. La crisi immobiliare potrebbe pesare non solo negli Usa, ma anche in Paesi con caratteristiche analoghe al mercato americano (importi elevati dei prestiti in rapporto alle garanzie, possibilità di aumentare il finanziamento al crescere del valore dell’immobile): non è il caso della zona euro, ma di Paesi come Gran Bretagna o Australia. E proprio la Bank of England ha tagliato per la seconda volta da inizio anno i tassi ufficiali dal 5,25% al 5%; le pressioni inflazionistiche hanno impedito manovre più aggressive, ma è un segnale che le preoccupazioni del Fmi sono condivise dalla Banca centrale. La sterlina reagisce con un nuovo calo, da 0,79 a 0,80 per un euro. Quanto all’Australia, le parole del Fmi non hanno influenzato la valuta, che anzi recupera da 1,71 a 1,70 per un euro: la scorsa settimana la Banca centrale aveva prospettato una frenata dell’economia, e i dati sul deficit pubblicati in questi giorni non son positivi, ma le nubi all’orizzonte sono per ora scacciate dai dati sul mercato del lavoro che rimane tonico. Tornando agli Usa, i verbali della riunione della Banca centrale mostrano preoccupazione per la possibilità di recessione. Il dollaro scivola da 1,57 a 1,58 per un euro, i tassi di interesse riescono a reggere bene perdendo lo 0,2% solo su scadenze brevi (invariati i tassi a lungo termine, ad esempio il rendimento del titolo Bei che trovate a pagina 11 rimane al 3,1%). Infine veniamo al Vecchio continente: secondo il Fmi, la Bce (la Banca centrale europea) può permettersi di tagliare i tassi, dato che l’inflazione dovrebbe rallentare il prossimo anno. Invito che per ora è però caduto nel vuoto: nella riunione di questa settimana la Bce ha lasciato i tassi ufficiali al 4%. Fermi anche i tassi di mercato, ad esempio il titolo Rabobank a pagina 11 mantiene un rendimento vicino al 3,9%. Anche la Banca centrale giapponese lascia i tassi invariati allo 0,5%. Infine un’occhiata alle altre valute: il dollaro canadese cala da 1,59 a 1,62, la corona svedese da 9,38 a 9,41.

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