Analisi
Warren Buffett punta su Munich Re 9 anni fa - giovedì 24 aprile 2008
Mentre tutti si chiedono se la crisi del settore finanziario sia piu' o meno alle spalle, il guru della finanza Warren Buffett non perde tempo e investe nel gruppo tedesco di riassicurazione Munich Re.

· Warren Buffett è uno che di investimenti ne capisce: non per nulla, grazie alle sue scelte “azzeccate”, è diventato l’uomo più ricco del mondo. Non si tratta però solo di fortuna: la sua strategia d’investimento si basa su criteri semplici e di buon senso che, in buona parte, condividiamo.

· In sintesi (per approfondimenti si veda Soldi Sette n° 699), Buffett investe in società che dimostrano di saper fare bene il loro mestiere. Investire in “buone” società, per Buffett, paga sempre: basta aver pazienza.

Munich Re: un prezzo non proprio stracciato

· L’ultima società su cui ha puntato gli occhi è Munich Re (123 euro). Le caratteristiche del gruppo riassicurativo tedesco si sposano bene con i “principi” d’investimento di Buffett: la società svolge questo mestiere dal 1880, è tra i maggiori gruppi di riassicurazione – attività che consiste nell’assumersi la quota di rischio che gli assicuratori “tradizionali” girano a altre società – al mondo e, tramite la controllata Ergo – presente anche in Italia – è il secondo assicuratore del ramo vita e danni in Germania.

· Gli utili del gruppo sono passati tra il 2004 e il 2007 da 1,9 a 3,9 miliardi di euro. La redditività del capitale (rapporto tra utili e patrimonio della società) sullo stesso arco di tempo è passata dal 9,5% al 15,3%. Il dividendo per azione è passato da 2 euro per il 2004 a 5,5 euro per il 2007.

· Tra i punti di forza del gruppo ci sono le sinergie derivanti dall’integrazione tra le attività più “tradizionali” di assicurazione e quelle di riassicurazione. Tra i punti di debolezza, l’esposizione all’aumento delle catastrofi naturali su piccola scala dovute al surriscaldamento climatico: la tempesta invernale Kyrill, che ha colpito l’Europa nell’inverno 2007, è costata, ad esempio, quasi 4 miliardi di euro alle compagnie d’assicurazione.

· Per il 2008 ci aspettiamo un calo dell’utile per azione a 16,58 euro (17,9 euro nel 2007). Il dividendo dovrebbe restare stabile a 5,5 euro per azione. Per il 2009 ci aspettiamo, però, un recupero con l’utile per azione a 19,32 euro e il dividendo a 6 euro per azione.

· Alla luce di questi e altri parametri, della rischiosità del titolo, del confronto coi principali concorrenti, e dei tassi di crescita attesi per il settore, e in particolare, per il gruppo da qui fino al 2015, riteniamo che, al prezzo attuale, la valutazione del titolo oscilli tra il conveniente e il correttamente valutato.

· Questo significa che le prospettive del titolo non sono eccessivamente sottovalutate dal mercato: per quanto Buffett raramente sbagli, questa volta la “miniera” potrebbe non essere così piena d’oro. Alla luce della rischiosità del settore del gruppo, preferiamo rimanere più prudenti e sconsigliare al buon padre di famiglia di acquistare azioni Munich Re. Chi dovesse già averle, può invece mantenerle.

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