Analisi
Maggio: vendi tutto e scappa? 9 anni fa - venerdì 16 maggio 2008
Secondo una credenza popolare anglosassone i mesi tra maggio e ottobre sono i peggiori per le Borse: per chi ci crede è meglio vendere tutto ora e aspettare i mesi freddi per ricomprare. Assurdo? Forse, ma in qualche modo la statistica sembra confermare la superstizione. Ecco un viaggio tra arcane ricorrenze e incroci astrali, che ci porta comunque a mantenere i piedi per terra.

Strane ricorrenze

· L’adagio anglosassone a cui stiamo facendo riferimento è noto come “sell in may and walk away”, che in italiano potremmo tradurre come “vendi a maggio e scappa”. Secondo tale superstizione i mesi primaverili e estivi sarebbero i peggiori per la Borsa: quelli in cui bisognerebbe vendere le proprie azioni. Sulla base di questo strano fenomeno molti parlano anche di “indicatore o strategia di Halloween” suggerendo di investire in azioni solo dal 31 ottobre al 30 aprile.

· Semplice cultura popolare? Secondo uno studio realizzato da Bouman e Jacobsen (dell’università di Rotterdam) nel 2001, considerando le serie storiche degli indici di Borsa tra il 1970 e il 1998, tra novembre e aprile tutte le Borse dei 19 Paesi considerati hanno dato in media guadagni significativamente superiori (più del 5%) rispetto a quelli di un investimento effettuato tra maggio e ottobre (nei Paesi europei, Danimarca esclusa, i guadagni medi non superano mai il 2%). Estendendo l’analisi ai mercati emergenti, il fenomeno è riscontrabile in 36 Paesi su 37 (unica eccezione, l’Argentina).

· Anche uno studio di Standard &Poor del 2005 dimostra che tra il 1945 e il 2005, l’indice S&P 500 ha guadagnato in media il 7% nei mesi tra novembre e aprile, fermandosi a un +1,5% tra maggio e ottobre. Anno per anno, i risultati di Borsa dei mesi freddi sono stati nel 69% dei casi migliori di quelli realizzati nei mesi caldi. Esiste una giustificazione razionale per questa stagionalità? Nonostante siano state avanzate diverse ipotesi nessuna sembra essere sufficientemente convincente.

La cabala a Piazza Affari

· Siamo quindi andati a verificare se anche a Piazza Affari lo sbocciare delle rose di maggio coincide con l’inizio del periodo più critico per la Borsa. Siamo partiti dalla serie storica dei prezzi dal novembre 1973 all’ottobre 2007 dell’indice Comit30 con i dividendi per non penalizzare i risultati di questi due mesi, dato che la maggior parte delle nostre società stacca i dividendi tra maggio e giugno.

· Abbiamo verificato anno per anno il guadagno o la perdita ottenuta, comprando azioni all’apertura il 1° novembre e vendendo alla chiusura il 30 aprile oppure comprando il 1° maggio e rivendendo il 31 di ottobre.

· Mediamente, negli oltre trent’anni considerati, la Borsa italiana ha messo su tra novembre e aprile il 16,93% contro un guadagno dell’1,61% tra maggio e ottobre. Chi avesse deciso di investire nei mesi freddi avrebbe ottenuto nel 76,5% dei casi risultati migliori di chi avesse scelto i mesi estivi.

· Bisogna vendere? No. Anche se il futuro fosse uguale al passato i dati storici mostrano che mantenendo l’investimento nei mesi estivi non si perde, ma, nel peggiore dei casi, si guadagna meno che in altri periodi dell’anno. E questo potrebbe essere ancora più vero quest’anno visto che, in barba alle ricorrenze statistiche, nel periodo tra novembre e aprile la Borsa di Milano ha perso quasi il 13%.

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