Analisi
Nucleare? Sì... può... fare! 9 anni fa - venerdì 30 maggio 2008
Queste le posizioni prese dal governo italiano, superando un tabù che durava da 20 anni. Al di là delle considerazioni politiche che nascono da tale scelta ci chiediamo: il nucleare vale un investimento?

Queste le posizioni prese dal governo italiano, superando un tabù che durava da 20 anni. Al di là delle considerazioni politiche che nascono da tale scelta ci chiediamo: il nucleare vale un investimento? A un paio di anni ( Soldi Sette n° 686 ) da quando ce ne occupammo per la prima volta torniamo, quindi sul tema: purtroppo, però, le occasioni di investimento non sono molte.

L'Italia, Paese pioniere del settore fin dagli anni Sessanta, ha rinunciato al nucleare una ventina di anni fa chiudendo i 4 reattori attivi (Latina, Garigliano, Trino vercellese e Caorso) e rinunciando ad aprire i due in avanzato stato di costruzione a Montalto di Castro e altri sei reattori in progetto. Nel 1999 le attività nucleari italiane sono state passate alla società Sogin (interamente in mano pubblica) che sta smantellando le vecchie centrali (i tempi necessari per farlo sono assai lunghi). Dal 2004 la legge offre, però, la possibilità a società italiane di partecipare a reattori nucleari stranieri e a importare l'elettricità prodotta. Nel 2005 e di nuovo nel 2007 Enel ha siglato con la francese Edf un accordo per partecipare al reattore Epr di terza generazione. Dal 2004 ha poi una partecipazione (66%) in Slovenske Electyrarne che produce elettricità in Slovenia tramite nucleare. Dal punto di vista ingegneristico, poi, in Italia ci sono società come Ansaldo nucleare (gruppo Finmeccanica) che partecipa alla costruzione di un reattore in Romania o Ansaldo Camozzi Nuclear & Energy Special Components (non quotata) che realizza generatori a vapore e componenti per centrali nucleari. La tecnologia, dunque, non ci manca. Tuttavia da lì a farne una occasione di investimento ce ne corre.

· L'uso del nucleare per produrre energia elettrica è iniziato negli anni Sessanta: attualmente nel mondo ci sono 439 centrali nucleari che producono oltre 2.600 Terawattora (milioni di kilowattora) di energia elettrica, ossia poco più del 16% dell'energia elettrica mondiale. Oggi sono in costruzione altri 36 reattori, mentre altri 93 sono stati pianificati (cioè già approvati) e altri 218 sono stati proposti. A puntare sul nucleare sono però più che altro i Paesi emergenti: dei 36 reattori oggi in costruzione solo 4 sono in Europa, nessuno negli Stati Uniti, 2 in Canada e 2 in Giappone.

· A parte che in Francia, dove il nucleare conta per poco meno dell'80% dell'energia elettrica prodotta nel Paese e un paio di repubbliche ex sovietiche (Ucraina e Lituania), Belgio, Slovacchia e Svezia, in genere il peso del nucleare è inferiore al 45% della produzione elettrica. La sua convenienza, al di là dei costi effettivi (vedi anche tabella), è maggiore là dove c'è una stretta connessione con l'industria bellica (esempio Francia e Usa) che in parte ne giustifica i costi sul piano politico / militare, tuttavia cala là dove l'uso è puramente civile.

· A remare contro l'espansione del nucleare sono in particolare due fattori. Il primo è l'elevato costo fisso di costruzione degli impianti che rende poco appetibile il settore nucleare per le imprese private che non hanno la possibilità di fare forti investimenti oggi e trarne profitti non meno di due o tre lustri. Il secondo è il costo dello stoccaggio dei rifiuti atomici dopo l'uso fatto nelle centrali. Si pensi che l'Italia è ancora alle prese con i costi di chiusura delle sue centrali, oramai inattive da almeno 18 anni.

· Almeno l'ultimo di questi problemi dovrebbe essere risolto con l'entrata in funzione di centrali nucleari di quarta generazione che dovrebbero riciclare da sé le proprie scorie. Il problema è che non se ne parla prima di 10/20 anni. Per ora la tecnologia disponibile (e quella di cui si parla in Italia) è quella della terza generazione che, pur sicura sotto il profilo del rischio di una contaminazione ambientale, produce comunque abbondanti scorie.

· Al di là della scelta italiana di tornare nel nucleare, al giorno d'oggi l'interesse del settore risiede più che altro nella fame mondiale di energia e, quindi, rimane legato all'interesse del settore energetico preso nel suo insieme. Vediamo, tuttavia, di scendere nel dettaglio delle società che operano col nucleare per vedere se ci sono occasioni interessanti di investimento.

Studio

Nucleare

Carbone

Gas

Eolico

FR 2003

3,7

-

5,8-10,1

-

GB 2004

4,6

5,2

5,9-9,8

7,4-11

EU 2007

5,4-7,4

4,7-6,1

4,6-6,1

4,7-20,2

NB: costo in centesimi di dollaro per kilowattora FR: Segretariato francese per l'energia; GB: Accademia reale di ingegneria; EU: Consiglio mondiale dell'energia. Fonte www.world-nuclear.org.

IL NUCLEARE NEI PRINCIPALI PAESI

Se la Francia è il Paese che copre col nucleare la maggior parte del suo fabbisogno di energia elettrica (78%, scala sinistra) gli Usa con circa 800 terawattora di produzione (scala destra) ne sono il principale utilizzatore mondiale.

Un settore poco... quotato

· Per quanto sia stato pure inventato un indice di Borsa (il Wna nuclear energy index) che descrive l'andamento del settore nucleare, comprendente poco meno di 70 società per oltre 1,2 miliardi di dollari di capitalizzazione di Borsa, non è poi così facile trovare società quotate che puntino solo sul settore nucleare.

· Innanzitutto molte delle più importanti società che operano nel nucleare fanno anche altro. Abbiamo, infatti, operatori del settore elettrico (come la tedesca E.On, la francese Edf) che tra l'altro sfruttano il nucleare per produrre energia, grandi gruppi minerari (come l'anglo australiana Bhp Billiton, l'inglese Rio Tinto) che tra l'altro estraggono uranio e grandi società che producono opere di ingegneria (la tedesca Siemens, l'americana General Electrics, l'italiana Finmeccanica) in cui è presente tra l'altro una divisione che opera nel settore nucleare. A queste si possono aggiungere operatori più piccoli che si occupano di questa o quella fase del processo nucleare (ad esempio l'americana Usec si occupa di trattamento e stoccaggio).

· Come se non bastasse diverse società del settore non sono quotate perché di proprietà dello Stato (si pensi all'italiana Sogin o alla britannica British Nuclear Fuels) o perché in mano a privati (come l'italiana Ansaldo Camozzi Nuclear & Energy Special Components o l'americana General Atomics). Poi ci sono società come il colosso francese Areva (vedi tabella) di cui sono in circolazione pochi certificati di investimento senza voto per il 4% circa del capitale (il resto è dello Stato o di società pubbliche francesi).

Dieci "atomiche" a confronto

· Ecco una breve rassegna di società che in qualche modo operano nel nucleare e che valutiamo con la nostra metodologia consultabile all'indirizzo www.altroconsumo.it/finanza/map/show/720010.htm In tabella ne troverete alcune altre che, invece, esaminiamo brevemente col sistema dei multipli.

· Alstom (159,67 euro) è un colosso francese che fa un po' di tutto dai treni superveloci alle turbine per le centrali elettriche, incluse quelle che vengono utilizzate negli impianti nucleari. Con 7,35 euro di utile attesi nell'esercizio 2008-09 e 8,6 euro attesi nell'esercizio 2009-10 Alstom è cara. Vendere.

· Edf (68 euro) è il principale produttore di energia elettrica in Francia e con 58 reattori nucleari è il primo produttore al mondo di energia nucleare. Con 2,6 euro di utile per azione attesi nel 2007 e 2,9 euro nel 2009 è purtroppo cara (vendere).

· Edison (1,69 euro) non è presente nel nucleare italiano, ma in quanto controllata dalla francese Edf, attiva nel settore, avrebbe comunque la possibilità (e ha dichiarato l'interesse) di essere della partita del nucleare nostrano. Con un utile atteso di 0,09 euro per azione nel 2008 e di 0,1 euro per azione nel 2009 è tuttavia solo correttamente valutata. Mantenere.

· Enel (7,17 euro) in Italia non produce energia nucleare, ma grazie ad accordi in altre nazioni europee è comunque da tempo presente nel settore e potrebbe, quindi approfittare di una eventuale riapertura al nucleare del nostro Paese con conoscenze tecniche sufficienti. Il titolo, con un utile atteso di 0,64 euro per azione per il 2008 e di 0,67 euro per il 2009 resta comunque interessante al di là dell'opzione nucleare. Acquistare.

· E.On (136,7 euro) è uno dei grandi operatori europei del settore elettrico e gestisce centrali nucleari in Baviera, Bassa Sassonia e Schleswig-Holstein. Con 9,6 euro di utili attesi nel 2008 e 10,4 nel 2009 è correttamente valutata. Mantenere.

· Finmeccanica (19,04 euro) è uno degli operatori italiani del settore grazie alla società di ingegneria Ansaldo nucleare. L'utile atteso del 2008 è 1,48 euro, quello del 2009 è 1,68 euro. Cara: vendere.

· General Electric (30,64 dollari) è attiva nel settore nucleare e produce impianti, ma non solo. Si occupa anche della loro manutenzione e non disdegna di essere attiva anche nella produzione del "carburante nucleare" che fa funzionare le centrali (in tal senso ha una società in comune con Hitachi e Toshiba chiamata Global Nuclear Fuel). L'attività nucleare è comunque solo una piccola fetta della produzione di questo vasto conglomerato. Ci attendiamo un utile per azione di 2,1 dollari nel 2008 e di 2,3 nel 2009. Il titolo è conveniente. Acquistare.

· Iberdrola (9,22 euro) è il leader spagnolo del settore elettrico e ha ben 6 centrali nucleari in Spagna. Ci attendiamo 0,56 euro per azione di utile nel 2008 e 0,66 nel 2009. Correttamente valutata. Mantenere.

· Rio Tinto (6.180 pence) produce circa un quinto dell'uranio mondiale, ma è attivo in tutto il pianeta in diversi settori della produzione mineraria. Con 500 pence di utili per azione attesi nel 2008 e 520 nel 2009 è correttamente valutata. Mantenere.

· Siemens (73,19 euro) ha il 34% della società Areva NP (il restante 66% è della francese Areva, vedi tabella) che si occupa della costruzione di impianti nucleari. Ovviamente anche in questo caso il gruppo si occupa principalmente di altro. Ci attendiamo un utile per azione di 5,16 euro nel 2008 e di 6,55 euro nel 2009. Cara. Vendere.

I dati salienti di alcune società attive nel settore nucleare

 

Società

Borsa

Che cosa fa?

Capitaliz-zazione (1)

Posizione in indice Wna

Solo nucl.?

Ametek

New York

Strumentazioni

3.489

36

No

 

Areva CI

Parigi

Strumentazioni

1.161

1

No

 

Bhp Billiton

Sidney

Estrazioni minerarie

95.320

assente

No

 

Bkw Fmb Energie

Zurigo

Elettricità

4.395

57

No

 

British Energy

Londra

Elettricità

9.675

11

 

Cameco

Toronto

Estrazioni minerarie

8.950

10

No

 

Chicago Bridge & Iron

New York

Strumentazioni

2.759

39

No

 

Emerson Electric

New York

Strumentazioni

29.007

4

No

 

Equinox Minerals

Toronto

Estrazioni minerarie

1.692

9

No

 

Exelon

New York

Elettricità

37.877

5

No

 

Fronteer Dev. Gp

Toronto

Estrazioni minerarie

266

assente

No

 

Paladin Energy

Sidney

Estrazioni minerarie

2.305

18

 

Sgl Carbon

Francoforte

Strumentazioni

3.048

41

No

 

Toshiba

Tokio

Strumentazioni

18.412

2

No

 

Usec (*)

New York

Trattamento uranio

487

45

 

 

I dati salienti di alcune società attive nel settore nucleare

Società

Prezzo al 29/5/08

Utile per azione

Rapp. prezzo/utili

2008

2009

2008

2009

Ametek

50,58

2,47

2,86

20,5

17,7

Areva CI

815,97 eur

24,3

28,5

33,6

28,6

Bhp Billiton

46,02 aud

2,87

4,19

16

11

Bkw Fmb Energie

135,5 chf

4,71

5,58

28,8

24,3

British Energy

734 pence

29,6

56,4

24,8

13

Cameco

39,85 cad

2,19

2,63

18,2

15,2

Chicago Bridge & Iron

44,03 usd

2,46

3,08

17,9

14,3

Emerson Electric

57,52 usd

3,08

3,40

18,7

16,9

Equinox Minerals

4,59 cad

0,30

0,97

15,3

4,7

Exelon

89,39 usd

4,34

4,78

20,6

18,7

Fronteer Dev. Gp

4,91 cad

-0,1

-0,05

-

-

Paladin Energy

6,1 aud

-0,03

0,21

-

29

Sgl Carbon

47,42 eur

2,83

3,31

16,8

14,3

Toshiba

917 yen

41,1

48,8

22,3

18,8

Usec (*)

6,78 usd

0,32

0,93

21.2

7,3

NB: (1) In milioni di euro. L'indice Wna nuclear energy è un indice di società del settore. Vi fanno parte tra l'altro oltre che molte le società in tabella anche alcune citate nel testo sopra: Edf (ottava), E.On (sesta) e General Electric (tredicesima). Solo nucl.?: La società è attiva quasi solo nel settore nucleare? I dati di utile per azione sono tratti dal consensus Ibes; alcune società possono avere l'esercizio che chiude il 31/3, 30/6 o 30/9; 2008 è da intendersi come esercizio corrente e 2009 come prossimo esercizio. (*) Usec è stata consigliata in chiave speculativa in Soldi Sette n° 686 specificando che non sarebbe stata introdotta né nella selezione dei titoli monitorati, né nella rivista. Dopo il nostro consiglio a 12,05 dollari di inizio aprile 2006, il titolo ha raggiunto un massimo di 23,75 dollari il a fine maggio 2007 (+97% in dollari), per poi tornare verso quota 10 dollari dopo i mesi di turbolenza dei mercati legati alla crisi subprime. Altre difficoltà sono arrivate a fine febbraio quando ha annunciato un incremento dei costi di costruzione di un impianto. Chi ha il titolo lo può mantenere.

Prezzi al momento dell'analisi al 29/5/2008

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