Analisi
Stati di tensione 9 anni fa - lunedì 9 giugno 2008
Volano i prezzi, l'economia non è ancora brillante e i problemi del settore finanziario non sembrano del tutto risolti: le Borse accusano duramente il colpo.

Volano i prezzi, l’economia non è ancora brillante e i problemi del settore finanziario non sembrano del tutto risolti: le Borse accusano duramente il colpo.

In settimana diversi elementi hanno pesato negativamente sull’umore delle Borse. A dare preoccupazione è innanzitutto la corsa dei prezzi. Il problema è stato più volte sottolineato sia dal presidente della Banca centrale americana sia da quello della Banca centrale europea che ha definito possibile un aumento dei tassi d’interesse già a luglio. A seguito di queste dichiarazioni il dollaro americano si è indebolito nei confronti dell’euro e il prezzo del petrolio, nella sola giornata di venerdì, è salito del 9% (bilancio settimanale +4,7%). Il secondo elemento di preoccupazione è dato dalla debolezza economica. Il dato sulla disoccupazione americana ha turbato i mercati: inflazione alle stelle e rischio di rallentamento dei consumi hanno fatto riaffiorare l’incubo della stagflazione. Il terzo elemento di preoccupazione è arrivato dal settore finanziario (-4,3%). La banca d’affari Usa Lehman Brothers (-12,3%) è stata al centro di una ridda di indiscrezioni – sebbene poi smentite – che la davano in una profondissima crisi di liquidità. Inoltre l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha ridotto il giudizio sul merito creditizio non solo della stessa Lehman Brothers, ma anche di altri colossi come Merrill Lynch (-11,2%) e Morgan Stanley (-4%). Un bagliore di ottimismo è arrivato dal gigante Usa della distribuzione Wal Mart (+1,1%): ha annunciato che a maggio le vendite nei negozi aperti da più di un anno sono aumentate molto più di quanto analisti e società stessa si attendessero. Non è però bastato a raddrizzare un bilancio che resta pesante: New York ha perso il 2,8%, mentre le Borse europee, in media, il 4,2%. Milano è scesa del 4,4%. In rosso tutti i settori, persino quello energetico (-2,4%). Si allungano i tempi per lo sbarco in Borsa di Immit: la società ha prolungato il periodo d’offerta delle proprie azioni fino al 12 giugno. Il consiglio è di non sottoscrivere.

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