Analisi
Che momentaccium! 9 anni fa - lunedì 7 luglio 2008
Prosegue il periodo di incertezza per le Borse mondiali. Alcuni propongono il “momentum” come strumento di analisi e previsione dell’andamento dei mercati. Vediamo cos’è e come funziona.

Un momentum difficile

· C’è chi ha perso di più e chi, invece, se l’è cavata meglio, ma quasi tutte le Borse mondiali hanno vissuto mesi difficili, tra scandali finanziari e impennata dei prezzi delle materie prime (vedi grafico Le Borse patiscono ancora).

· Continuerà per molto? Vediamo cosa ci dice il momentum, un metodo proprio dell’analisi tecnica, impiegato per la scelta dei migliori titoli azionari del momento, ma anche indicativo dello “stato di salute” delle Borse per conoscere il futuro dei mercati.

Cos’è e come si usa

· Il momentum è calcolato in modo molto semplice come differenza tra il prezzo di un determinato titolo azionario e il prezzo del medesimo qualche giorno prima – in genere l’intervallo di tempo oscilla tra i 5 e i 10 giorni.

LE BORSE PATISCONO ANCORA

Il mese di giugno non è stato positivo per le Borse mondiali. Milano (linea in grassetto; base 100), i listini europei (linea sottile) e gli Usa (linea mediana) hanno vissuto un mese all’insegna del pessimismo e dei ribassi.

· Questo calcolo va ripetuto tutti i giorni, per un periodo limitato, e i valori che scaturiscono dalla differenza dei due prezzi sono usati per la costruzione di un grafico, il cui andamento, secondo i sostenitori della tecnica del momentum, dà importanti indicazioni sull’appropriatezza del momento per acquistare o vendere un titolo o per iniziare a puntare o meno su un mercato.

· Il risultato grafico di questa analisi è una linea che oscilla sopra e sotto la linea dello zero (grafico Cogli il momentum). I momenti di salita della linea del momentum da sotto la linea dello zero a sopra indicano un titolo – o, nel caso delle Borse, un momento propizio - da acquistare, viceversa, se da sopra lo zero la linea passa sotto, il titolo è da vendere.

È venuto il momentum di Milano?

· Abbiamo applicato l’uso del momentum alla Borsa di casa nostra per vedere quanto questo strumento nel passato più recente sia stato valido nell’anticipare la crescita o la discesa dei corsi azionari di Milano.

· Nel grafico Cogli il momentum trovate due linee, una sottile, che indica l’andamento di Piazza Affari dall’inizio di gennaio alla fine di giugno di quest’anno, e una in grassetto, indicante il momentum di questo mercato, calcolato nello stesso periodo. L’abbiamo calcolato sottraendo al valore di chiusura del giorno quello di chiusura di cinque giorni prima.

· Per interpretare correttamente il grafico dovete prendere l’andamento della Borsa e confrontarlo con la direzione – ascendente o discendente – del momentum nei cinque giorni precedenti, indicata nella striscia stessa di quella che contiene la linea indicante il valore di Borsa nel periodo che vi interessa.

· Prendiamo, per esempio, il periodo tra l’8 e il 23 di gennaio, in cui la Borsa è scesa. Il momentum, pur indicando la discesa – la linea scende abbondantemente sotto lo zero – ha anticipato questo movimento, ma non ne ha previsto l’ampiezza. Una debole risalita dei prezzi è stata prevista dal momentum: dopo il 23 gennaio la linea si impenna oltre lo zero, e anche la Borsa si è ripresa un poco.

· Continuando il confronto dell’andamento di Piazza Affari con quello del momentum della stessa, possiamo vedere che, in effetti, nella maggior parte dei casi, l’indicatore ha segnalato un momento di ripresa o di depressione dei prezzi azionari.

· Il momentum di giugno non dà indicazioni nette sul futuro di Piazza Affari, mantenendosi al di sotto della linea dello zero, pur dando qualche debole segnale di ripresa. L’incertezza, quindi, domina ancora Piazza Affari.

L’Europa vive un momentum così così...

· Con le stesse modalità e sullo stesso arco temporale abbiamo ripetuto l’analisi del momentum anche per le Borse europee. Il risultato lo potete vedere nel grafico Momentum europeo. Anche in questo caso il momentum ha dato indicazioni veritiere sul comportamento dei mercati. Ha preannunciato la modesta risalita dei prezzi azionari che potete vedere in corrispondenza del 23 gennaio. La linea del momentum (in grassetto nel grafico) in questo periodo si è mossa in modo ascendente, portandosi sopra lo zero. Ha anche previsto i momenti di discesa dei mercati, per esempio quello a cavallo tra febbraio e aprile, come potete vedere confrontando l’andamento delle Borse europee con il momentum nel periodo compreso tra la metà di febbraio e la metà di aprile.

· Anche in questo caso, come per Piazza Affari, il momentum non mostra segnali chiari sul futuro, anche se per quasi tutto il mese di giugno si è mantenuto al di sotto dello zero e non pare avere fretta di risalire.

... e anche gli Usa non stanno meglio degli altri

Infine, scrutiamo il momentum della Borsa statunitense per vedere cosa ci può riservare il futuro. Come potete vedere a pagina 1 nel grafico Momentum a stelle e strisce, di grandi recuperi, per ora, non se ne parla, almeno stando alle indicazioni del momentum. La linea che lo rappresenta, in grassetto, è stata stabilmente sotto lo zero durante tutto il mese di giugno, e non accenna a salire, anzi prosegue nel suo trend discendente, sintomo del perdurare dei momenti difficili.

Un momentum tra tanti

· Le indicazioni che il momentum ci fornisce sono significative – ammesso di saperle ben interpretare e che queste siano chiare – per un periodo limitato. È stata dimostrata l’efficacia del momentum come strumento di analisi per un arco temporale limitato. Il “meglio di sé” il momentum lo dà tra i 3 e i sei mesi massimo. Inoltre, il momentum evidenzia una salita del mercato o una discesa, ma non dice quanto questo salirà: non sono previste, infatti, quelle che in termini tecnici sono chiamate bande di oscillazione, cioè i massimi e i minimi.

· Non disperatevi, quindi, se le previsioni sui mercati tratte con l’uso del momentum non sono, per ora, confortanti, può darsi che il momentaccium dei mercati passi in fretta.

· Inoltre, anche se i professionisti usano questo sistema per decidere investimenti e disinvestimenti – ve ne abbiamo parlato in Soldi Sette n° 768 – sconsigliamo un fai-da-te di acquisti e vendite basato solo sul momentum, metodo che eventualmente può essere abbinato ai criteri dell’analisi fondamentale, quelli che di solito noi usiamo, per scegliere o meno di investire in un mercato o su un titolo.

condividi questo articolo