Analisi
La Bce rialza i tassi: una tantum... o e' solo l'inizio? 9 anni fa - giovedì 3 luglio 2008
Il rialzo dei tassi era ormai preventivato, ma la vera incertezza riguarda il futuro: dopo le parole della conferenza stampa di oggi, non e' piu' cosi' scontato che la Bce si fermi qui.

Il rialzo dei tassi era ormai preventivato, ma la vera incertezza riguarda il futuro: dopo le parole della conferenza stampa di oggi, non è più così scontato che la Bce si fermi qui.

Dopo la Banca centrale svedese, che stamattina ha annunciato un rialzo dei tassi ufficiali dal 4,25% al 4,50% (il livello più alto degli ultimi 12 anni) anche la Banca centrale europea ha annunciato un rialzo dello 0,25%, portando i tassi ufficiali dal 4% al 4,25% (non toccava questi livelli da sei anni).

Mossa ampiamente prevista dal mercato dopo le dichiarazioni dello scorso mese e dopo l’ultimo bollettino mensile (vedi la nostra analisi), ma che non ha comunque mancato di penalizzare in queste ore il dollaro, fiaccato anche dalle delusioni provenienti dal mercato del lavoro Usa (vedi la nostra analisi).

La decisione della Bce, presa all’unanimità, è legata a diversi fattori: primi tra tutti il carovita che non accenna a rallentare (vedi le nostre analisi sui prezzi alla produzione e sui prezzi al consumo nell’eurozona) e il prezzo del petrolio che anche in queste ore raggiunge nuovi record.

In questo scenario, la Bce ritiene che l’inflazione potrebbe rimanere alta più tempo del previsto: la mossa ha quindi lo scopo di frenare le aspettative di inflazione (sono queste, più che l’inflazione effettiva, a influenzare i tassi di mercato) evitando i cosiddetti effetti di secondo livello, ad esempio un rialzo generalizzato delle retribuzioni che a sua volta innescherebbe altra inflazione.

Più che al “numero” in sé, che come già detto era ampiamente previsto, l’attenzione dei mercati è andata alle parole dei vertici della Bce, per capire se si tratta di una mossa isolata o se è l’inizio di una vera e propria manovra restrittiva, fatta di rialzi in serie.

Fino a pochi giorni fa, le parole degli stessi vertici facevano propendere per la prima ipotesi; le dichiarazioni di oggi, però, sono molto più vaghe: “non ci siamo impegnati in modo preventivo sulle future mosse sui tassi”.

In attesa dei verbali della riunione, che saranno pubblicati nelle prossime settimane, queste frasi spingono ancor più alla prudenza: se il rialzo di oggi non dovesse mostrarsi sufficiente a rintuzzare le aspettative di inflazione, la Bce potrebbe concedere il bis nonostante le critiche di alcuni Governi europei preoccupati dalla debolezza della crescita. Vi ribadiamo perciò il nostro consiglio di accorciare la durata media del vostro portafoglio di obbligazioni, introducendo una quota di liquidità oppure puntando su titoli con scadenza più breve.

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