Analisi
Vedo, prevedo, stravedo... 9 anni fa - venerdì 18 luglio 2008
In tempo di trimestrali dagli Stati Uniti, di indici di fiducia in Germania e di dati sull'inflazione in Europa, puntiamo i riflettori su qual e' il ruolo e il significato delle "attese" dei mercati e su come determina l'andamento delle Borse.

In tempo di trimestrali dagli Stati Uniti, di indici di fiducia in Germania e di dati sull'inflazione in Europa, puntiamo i riflettori su qual è il ruolo e il significato delle "attese" dei mercati e su come determina l'andamento delle Borse.

Un mondo che guarda avanti

· Nel campo degli investimenti quello che si presume accadrà in futuro è molto più importante di quello che è già accaduto. I prezzi delle azioni rispecchiano, infatti, non la storia passata, ma il flusso di ricchezza che le società saranno in grado di produrre da qui a qualche anno.

· Attenzione, però, il passato non viene gettato dalla finestra ma fa da specchietto retrovisore per guidare meglio in avanti (vedi riquadro nella pagina a fianco). Visto che non è ancora stata inventata una boccia di cristallo che funzioni per magia, infatti, l'arte divinatoria degli analisti è una tecnica mista di buon senso e esperienza nell'individuare le notizie che anticipano il futuro.

· Un esempio di questi giorni: negli Usa stiamo entrando nel pieno della stagione delle trimestrali (vedi a pagina 2). Ossia le società americane stanno annunciando come sono andate tra aprile e giugno. Il dato è molto importante, perché permette di capire quanto il lunghissimo strascico della crisi subprime stia effettivamente colpendo la capacità delle società di fare utili.

· Sulla base di questo gli operatori del mercato cercano di adattare le loro previsioni. Il dato è tanto più importante se lo si confronta con le previsioni fatte in passato, magari ai tempi in cui furono noti i dati del trimestre precedente, quello di gennaio-marzo.

· Infatti la sovra/sotto stima delle previsioni fatte allora sul dato effettivo appena uscito consente di "tarare" le vecchie previsioni circolate finora e di capire se peccavano di pessimismo o di ottimismo. Lo scopo è semplicemente correggere il tiro di qui in avanti.

 

 

· Se guardate l'immagine qui sopra tratta dal sito internet americano www.briefing.com in cui giorno dopo giorno sono riportati in sintesi i dati delle trimestrali potete vedere che cosa è successo con Intel. Ha annunciato nel trimestre un utile di 0,28 dollari per azione (colonna actual) contro attese degli operatori di 0,25 dollari (colonna first call) molto più degli 0,2 dollari di un anno fa (colonna yr ago ). Il dato è dunque positivo e fa pensare che, almeno su Intel il pessimismo in passato sia stato eccessivo. Se questo eccesso di pessimismo dovesse essere generalizzato per tutti gli altri titoli ecco che chi ha fatto le previsioni sul futuro è costretto a farsi un esame di coscienza e a tarare meglio i propri strumenti di previsione (in sostanza la propria esperienza).

 

Se il tacchino è un bel volpone

· Una vecchia storiella racconta di un tacchino che, vedendo ogni mattina il contadino portargli il cibo pensa che anche il mattino seguente andrà così, almeno fino alla vigilia del giorno del ringraziamento (la storiella si svolge negli Usa). Questo modo di vedere il futuro come un prolungamento del passato viene definito dagli economisti col nome di aspettative adattive. Una visione alternativa (aspettative razionali) considera le persone come più o meno in grado di raccogliere tutte le informazioni necessarie per fare previsioni accurate: il tacchino cioè sa che da metà novembre in poi è meglio non farsi più trovare in giro, o spacciarsi per malato.

· Come spesso accade al di là delle teorie la verità sta un po' nel mezzo: le previsioni sono fatte raccogliendo tutte le informazioni possibili, ma poi non possono mai prescindere dall'esperienza. Il risultato sono errori (si veda il caso di Intel che abbiamo citato) previsionali che sono responsabili degli alti e bassi delle Borse che reagiscono, con un crollo o una impennata agli errori di valutazione compiuti in passato.

· Unico modo per mettersi un po' al sicuro dagli errori dei vari aruspici dell'economia è ragionare in termini di lungo periodo. Paradossalmente è molto più facile definire dove sarà la Borsa dopo qualche anno, piuttosto che dire dove sarà dopo qualche mese. Questo perché in generale (la Borsa Giapponese in tal senso fornisce una importante eccezione) sul lungo periodo hanno la capacità di superare le crisi e di andare avanti. Ai tempi delle torri Gemelle non era possibile capire dopo quanti mesi ci sarebbe stata la ripresa, ma era certo che prima o poi ci sarebbe stata, e in effetti dal 2003 al 2007 c'è stato un boom notevole. Il tempo è galantuomo.

 

Un gregge di pecore? No, ma il gregge conta

· Prima abbiamo parlato di attese degli operatori. E questo è un altro punto interessante: spesso le previsioni non sono solo un lavoro che ognuno compie da sé in solitudine, ma sono una sintesi collettiva di questi lavori solitari.

 

· Ognuno fa le sue previsioni, ma poi c'è qualcuno che si occupa di raccoglierle e di creare quello che si chiama un consensus, cioè un dato collettivo che è una media di tutte le previsioni. Lo 0,25 dollari delle attese "disattese" su Intel che abbiamo visto prima non è, infatti, altro che un dato di consensus.

· Un esempio di questo modo di procedere collettivo sono alcuni indici "predittori" tipo lo Zew tedesco uscito proprio settimana scorsa e di cui vi parliamo a pagina 2 oltre che, dettagliatamente, sul sito www.altroconsumo.it/finanza. Lo Zew (Zentrum fur Europaische Wirtshaftsforschung, Centro per la ricerca economica europea) è un istituto tedesco che ogni mese intervista gli esperti dei dipartimenti di ricerca di banche, assicurazioni e società industriali, per capire che cosa si attendono dall'economia tedesca nei 6 mesi successivi all'intervista. Poi mette insieme questi dati e ne costruisce un indicatore del "sentimento economico". In questo modo si ottiene il concentrato dell'esperienza sul campo di ognuno di questi esperti che si trasforma in un autorevole termometro delle prossime mosse dell'economia

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