Analisi
Col fiato sospeso 9 anni fa - lunedì 29 settembre 2008
Settimana nervosa, caratterizzata dall'attesa delle Borse per l'approvazione del piano di salvataggio del sistema bancario da parte del Congresso Usa.

Settimana nervosa, caratterizzata dall’attesa delle Borse per l’approvazione del piano di salvataggio del sistema bancario da parte del Congresso Usa.

I tempi di approvazione da parte del Congresso Usa del piano che dovrebbe ripulire i bilanci delle banche americane dai prodotti “spazzatura” sono stati più lunghi del previsto. I contrasti politici sui dettagli operativi si sono protratti per tutta la settimana, tenendo così col fiato sospeso le Borse – un compromesso è stato raggiunto nella notte tra sabato e domenica, ma la reazione delle Borse europee nelle prime ore di contrattazione di lunedì non è stata positiva. Ad acuire la tensione è anche giunta la notizia di un altro fallimento eccellente, quello della più grande cassa di risparmio Usa, Washington Mutual, chiusa dal Governo che ha rivenduto in una sola notte le sue attività a JP Morgan (+2,5%). Lo shopping di banche nipponiche negli Usa – segnaliamo l’acquisto da parte di Mitsubishi UFJ, prima banca giapponese, del 20% di Morgan Stanley (-9%) – e l’investimento in Goldman Sachs (+6,3%) da parte del guru della finanza Warren Buffett, che ha mostrato in questo modo fiducia sul futuro della banca, avevano dato in settimana un po’ di conforto, ma non sufficiente a portare il bilancio in positivo. Il settore finanziario ha perso il -3,2% e, nel fine settimana, ha dovuto registrare anche la nazionalizzazione dei gruppi bancari Bradford & Bingley, inglese, e Fortis, belga. Nel complesso, complici dati macroeconomici negativi, le Borse hanno archiviato un bilancio in rosso: New York ha perso il 3,4%, le Borse europee, in media, il 3,1%, Piazza Affari il 2,6%. Va segnalata la fiammata settimanale del prezzo del petrolio (+7,1%). Non ne ha beneficiato il settore energetico (-1,5%) e ne ha sofferto quello auto (-1,8%) che ha pagato la decisione di Fitch di portare il rating (voto sull’affidabilità) di General Motors (-25,4%) a CCC: più in basso di così c’è solo il fallimento. Tra i pochi settori col segno più, le utility europee (+1,1%), galvanizzate dalla conquista di British Energy (primo produttore di energia nucleare nel Regno Unito) da parte della francese Edf (+2,5%).

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