Analisi
Dividendi esteri: il fisco suona sempre due volte... 9 anni fa - lunedì 15 settembre 2008
Ho letto in Soldi Sette n° 800 che i dividendi esteri sono tassati due volte, prima all’estero e poi in Italia. Ma a quanto ammonta la tassazione estera?

Una falce a doppia lama

· I dividendi percepiti dagli investitori italiani sono tassati in Italia con un’aliquota del 12,5% “a titolo d’imposta” (non occorre cioè inserire questi proventi nella dichiarazione dei redditi). Per i dividendi provenienti dalle società italiane questo è l’unico “salasso”, ma se il dividendo viene da una società estera la tassazione è doppia: prima nel Paese in cui ha sede la società che ha pagato il dividendo, e poi in Italia. In questo caso, il 12,5% italiano si applica al cosiddetto netto frontiera, cioè a quanto rimane del dividendo dopo essere stato tassato all’estero.

· Facciamo un esempio con uno dei dividendi indicati nella tabella di due settimane fa (vedi Soldi Sette n° 800). Ing ha staccato lo scorso 14 agosto un dividendo di 0,74 euro per azione (pagato il 21 agosto). Se ad esempio possediamo 100 azioni Ing, i 74 euro di dividendo lordo (0,74x100) sono soggetti a una tassazione del 25% in Olanda, cioè 18,5 euro. Il dividendo residuo (74-18,5=55,5 euro) è tassato al 12,5% in Italia; le tasse italiane ammontano a 6,94 euro (55,5x12,5%), quindi il dividendo netto che ci vedremo accreditare sul conto corrente è di 48,56 euro (55,5-6,94).

· Questo meccanismo di “doppia imposizione” è lo stesso per tutti i Paesi, ma cambia l’aliquota. Se il 12,5% italiano è uguale per tutti, l’aliquota estera varia da Paese a Paese. Nella tabella trovate le aliquote applicate nei Paesi di cui fanno parte quasi tutte le società della nostra selezione.

LE ALIQUOTE ESTERE

Austria

25%

Belgio

25%

Francia

25%

Germania

21,1% (26,375% dal 2009)

Gran Bretagna

10%

Olanda

25%

Portogallo

20%

Spagna

18%

Svizzera

35%

Usa

15%

Qualche speranza di rimborso

· Esiste, in teoria, qualche possibilità di recuperare almeno una parte delle tasse pagate all’estero. L’Italia ha stipulato, con tutti i Paesi indicati in tabella, un “trattato contro la doppia imposizione” che limita al 15% l’imposta estera.

· Nel nostro esempio, quindi, possiamo chiedere al fisco olandese la restituzione del 10% (25%-15%) pagato in eccesso sui dividendi Ing. L’importo a cui abbiamo diritto è 7,4 euro (il 10% dei 74 euro di dividendi).

· La Spagna rappresenta un caso a parte, perché oltre al 3% in eccesso (18%-15%) è possibile richiedere il rimborso di tutte le tasse pagate sui primi 1.500 euro di dividendi percepiti in un anno. Se ad esempio abbiamo incassato 2.500 euro lordi di dividendi, avremo pagato 450 euro al fisco spagnolo (2.500x18%) ma avremo diritto a farci restituire le imposte sui primi 1.500 euro (1.500x18%=270 euro) più il 3% pagato “in eccesso” sugli altri 1.000 euro di dividendi (1.000x3%=30 euro). In totale, potremo quindi richiedere un rimborso di 270+30=300 euro.

Ma il gioco può non valere la candela

· I rimborsi non avvengono automaticamente: occorre compilare una specifica domanda (in triplice copia, ognuna delle quali con marca da bollo) che deve essere prima vidimata dall’agenzia delle entrate italiana e poi spedita all’amministrazione fiscale estera. Una procedura lunga, laboriosa e per di più costosa: se gli importi dei dividendi sono modesti, tra bolli e raccomandate rischiate di pagare più del rimborso a cui avete diritto.

· Se invece gli importi a cui avete diritto giustificano lo sforzo (e la spesa), sul sito www.agenziaentrate.it, alla sezione documentazione-fiscalità internazionale trovate i moduli per richiedere il rimborso delle tasse austriache, francesi, olandesi, portoghesi e svizzere.

· Altri moduli (per i dividendi belgi, finlandesi, tedeschi, svedesi, oltre che per quelli già presenti sul sito dell’agenzia delle entrate) sono disponibili sul sito www.montetitoli.it alla sezione documentazione – modulistica operativa.

· Un’altra possibilità è consultare i siti delle agenzie delle entrate estere. Ad esempio per la Spagna trovate il modulo e le istruzioni per la compilazione sul sito www.aeat.es: basta digitare modelo 210 (il nome del formulario da compilare) nella finestra chiamata buscar (il “cerca” spagnolo).

· Infine per tutti i Paesi, potete compilare una richiesta senza usare uno specifico formulario: i moduli, infatti, non sono obbligatori ma servono a “agevolare” gli investitori.

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