Analisi
Vivendi 9 anni fa - lunedì 8 settembre 2008
Ancora troppo frammentata

Ancora troppo frammentata

Prezzo al momento dell'analisi (05/09/2008): 24,96 euro

Una struttura troppo pesante occulta il potenziale di crescita del gruppo. Riduciamo le nostre previsioni sull’utile per azione a 2,3 euro per il 2008 e a 2,5 euro per il 2009. L’azione resta però correttamente valutata.
>Mantenere

Vivendi (VIV.PA) se la cava piuttosto bene nella difficile congiuntura attuale. Nel secondo trimestre, grazie soprattutto all’integrazione di Neuf Cegetel in SFR (telefonia francese), il fatturato è ben progredito (+12,3% effetti di cambio esclusi), mentre l’utile per azione ha ceduto solo il 5%. Il gruppo non è, però, immune a un peggioramento della congiuntura, che colpirebbe soprattutto le attività telefonia e musica e, cosa ancor più preoccupante, fatica a rilanciare la crescita degli utili. Le recenti operazioni straordinarie – come la fusione della controllata di videogiochi con l’americana Activision o l’integrazione di Neuf Cegetel in SFR – hanno generato costi di tutti i tipi, ma non è detto che questi si traducano poi in utili (sono settori instabili). Inoltre, il fatto che le attività esistenti assorbano molta liquidità restringe il margine di manovra del gruppo, la cui priorità resta la riduzione del debito. Una situazione che frena l’aumento del dividendo che rimane comunque a un livello apprezzabile (oltre 5% il rendimento lordo). Pur avendo attività di buon livello, Vivendi avrebbe, a nostro parere, tutto l’interesse a focalizzarsi sullo sviluppo di un piano industriale più organico.

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