Analisi
"Incertezza straordinaria... 9 anni fa - lunedì 13 ottobre 2008
...che rende difficile una valutazione delle prospettive economiche di breve-medio termine". Queste le parole della Banca centrale europea che si riflettono in un andamento schizofrenico delle Borse.

… che rende difficile una valutazione delle prospettive economiche di breve-medio termine”. Queste le parole della Banca centrale europea che si riflettono in un andamento schizofrenico delle Borse.

Non è bastato il piano di salvataggio del sistema bancario Usa. Non sono bastate l’azione coordinata di tutte le principali Banche centrali per una riduzione dei tassi d’interesse (vedi a fianco) i fiumi di liquidità ancora pompati nel sistema per cercare di alleviare la crisi del credito. Non sono state sufficienti le manovre prese autonomamente dai singoli Governi europei per difendere le proprie banche nazionali e rassicurare i risparmiatori – anzi, il piano inglese di nazionalizzazione dei principali istituti di credito ha contribuito a alimentare la diffidenza degli investitori nei confronti di questi ultimi (Barclays –43,6%; Royal Bank of Scotland -61,5%; Lloyds TSB -34,8%). Nessuna di queste manovre straordinarie, infatti, è riuscita nel corso della settimana passata a sedare il panico delle Borse. Le notizie dal fronte societario non hanno poi aiutato. Alcoa (-35,7%) ha presentato risultati trimestrali ben al di sotto delle attese degli analisti. E anche le grandi catene di distribuzione Usa, a eccezione dei colossi discount, hanno presentato in media dati di vendita di settembre inferiori alle previsioni, abbassando le proprie attese per i risultati del terzo trimestre. Solo la decisione dei Paesi dell’area euro di una manovra congiunta a tutela dei prestiti interbancari e della solidità finanziaria degli istituti di credito, è sembrata – a giudicare dai rialzi delle prime ore di contrattazione di questa settimana – poter rasserenare gli animi. In ogni caso il clima resta teso. La settimana scorsa New York ha ceduto il 18,2%, Londra il 21%, Francoforte il 21,6%, Milano il 21,6%. Tra le flessioni settoriali più pesanti quella dei finanziari (-22%), con l’aumento di capitale di Bank of America (-39,5%), e degli energetici (-24,5%), con l’ulteriore calo del prezzo del petrolio (-15,4%).

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