Analisi
La crisi è finita? 9 anni fa - lunedì 20 ottobre 2008
Si può tornare a investire o è meglio restare lontani dalle Borse?

· Non tutte le crisi di Borsa danno vita a recessioni economiche, né tantomeno a fasi di recessione duratura come quella degli anni Trenta. Tuttavia l'intensità dei recenti crolli in Borsa e le ombre sulla solvibilità delle banche in cui sono maturati, hanno spinto molte persone a fare parallelismi con quanto accadde 80 anni fa.

· In fin dei conti anche allora si veniva da anni di boom economico, di consumi in forte crescita e di grande ottimismo quando, all'improvviso, i mercati si sgonfiarono distruggendo la ricchezza di molti americani che stavano finalmente approdando al consumismo e mandandoli sul lastrico. L'andamento di Wall Street fino ad allora era stato (fatte le dovute distinzioni) un andamento quasi da Borse ai tempi della new economy. Poi ci furono un settembre e un ottobre neri, quindi un minirally fino alla primavera del 1930 e poi un inesorabile declino che in due anni e mezzo ridusse ai minimi termini i mercati.

· Se la storia si ripetesse identica al passato un'occhiata al grafico “Crisi gemelle?” sarebbe sufficiente a gettare tutti nel panico. Basta osservare le due linee: quella in grassetto che si interrompe a metà grafico che descrive il Dow Jones oggi e quella che lo descrive settant'anni fa. E poi far volare un po' l'immaginazione. Una tragedia!

 

Attenzione alle illusioni ottiche

· Vi siete spaventati? Avete fatto male. Il grafico “Crisi gemelle?” è costruito con dati veritieri, ma elaborati (apposta) in maniera quantomeno truffaldina. Guardate, ora il grafico “Crisi differenti”, è costruito sulla base degli stessi dati (l'indice Dow Jones allora e oggi), ma ha un aspetto diverso. La situazione oggi (in grassetto) e quella di 80 anni fa (linea sottile) sono state messe nella stessa scala.

 

CRISI GEMELLE?

La crisi del 1929 (la linea sottile, scala destra indica il Dow Jones tra il '24 e il '34) scoppiò a settembre e culminò in ottobre. La crisi attuale (grassetto, scala sinistra) è iniziata nell'estate 2007, ma condivide con quella del '29 un settembre e un ottobre da brivido.

 

CRISI DIFFERENTI

Prima della crisi del 1929 (la linea sottile indica il Dow Jones in quegli anni) ci fu una crescita dei mercati molto più forte di quella che ha preceduto la crisi attuale (grassetto) che segue anni buoni per le Borse ma non discende da un loro eccesso di crescita.

 

· Se ne deduce che se gli anni ruggenti avevano visto una crescita spropositata dei mercati come accadde per i titoli tecnologici ai tempi della new economy, gli ultimi cinque anni hanno visto una crescita molto più modesta. Ma non solo: la crisi attuale è anche assai rapida e ha riportato nel giro di un anno e tre mesi (tra fine luglio 2007 e ottobre 2007) l'indice Dow Jones ai livelli minimi toccati all’inizio del 2003. Il crollo dell'autunno '29 riportò l'orologio di Borsa indietro di solo un anno e mezzo, ci sarebbero voluti altri 24 mesi per tornare ai livelli di cinque anni prima. In sintesi allora fu più intensa la crescita, e anche il crollo fu più intenso e lungo. Ogni paragone è quindi inadeguato.

 

La storia, una volta tanto, è stata maestra di vita

· Ci sono però delle differenze tra la crisi attuale e quella del 1929 che sono ben più importanti da quelle che abbiamo visto nel grafico e che riguardano il comportamento dei governi e l'andamento dell'economia sottostante. La crisi del 1929 fece, infatti, da detonatore a una situazione che portò a un'impennata della disoccupazione, ma a fornire buona parte del tritolo che distrusse il sistema economico uscito dagli anni ruggenti, furono alcuni gravi errori delle autorità americane di allora. Errori che oggi non si stanno ripetendo.

· Innanzitutto allora le banche in crisi vennero lasciate fallire. Vero che l'efficienza del capitalismo sta oltre che nella sua capacità di creare, anche in quella di distruggere ciò che è inefficiente, solo che allora, diversamente da oggi, non si capì che lasciar crollare le banche avrebbe tolto la fiducia dai mercati e il denaro circola (creando ricchezza) solo se ci si fida l’uno dell’altro.Oggi, infatti, i governi, si stanno impegnando attivamente a mantenere alta la fiducia nel sistema finanziario, ad esempio garantendo in prima persona i depositi. Inoltre oggi le banche centrali hanno fatto in modo di garantire che nel mercato ci fosse sempre una elevata liquidità e che nessuno rimanesse a secco ed evitando così che gli agenti economici preferissero tenere il denaro in cantina anziché farlo circolare.

· In secondo luogo allora non si capì fin da subito che in casi simili lo Stato può e deve intervenire pesantemente nell'economia, anche a costo di incrementare il suo debito pubblico. Lo capì poi Roosevelt lanciando il New deal (ossia una politica di intervento dello Stato nell'economia), ma da alcune parti si ricorda che gli Usa (e il mondo dietro di loro) uscirono in realtà dalla Grande depressione solo con l'impegno della seconda guerra mondiale. Oggi questa lezione è stata appresa, e infatti, negli Usa il governo ha varato misure eccezionali e anche la Ue si è dimostrata per la prima volta disposta ad addolcire i vincoli di Maastricht.

· In terzo luogo allora ci fu una reazione protezionistica da parte dei governi, cioè furono alzate barriere doganali, che misero in seria difficoltà il commercio internazionale. Oggi, pur in presenza, ogni tanto, di tentazioni protezionistiche, si è ben consci che i dazi doganali sono un danno e che aggravano anziché ridurre le crisi economiche.

condividi questo articolo