Analisi
La tensione domina le Borse 9 anni fa - venerdì 7 novembre 2008
Ripetendo un copione già visto nelle scorse settimane, anche negli ultimi giorni le Borse sono passate attraverso momenti di euforia alternati ad altri di puro panico. L'umore resta però cupo.

Ripetendo un copione già visto nelle scorse settimane, anche negli ultimi giorni le Borse sono passate attraverso momenti di euforia alternati ad altri di puro panico. L’umore resta però cupo.

Le Borse continuano a rispondere nervosamente ai diversi stimoli che provengono dal fronte macroeconomico e da quello societario. Se per quanto riguarda il primo fronte, le notizie, in media, non sono state positive (vedi in basso), qualche buon segnale dal secondo c’è stato. In particolare, dopo i positivi risultati presentati da Visa, anche l’altro gigante delle carte di credito, MasterCard, ha annunciato conti migliori delle attese, rischiarando un po’ lo scenario grigio del settore. Bene hanno fatto all’umore delle Borse anche le indiscrezioni che vorrebbero il Tesoro Usa pronto a sostenere con il suo piano di salvataggio non solo banche e assicurazioni, ma anche i “bracci finanziari” di società private, come Geneneral Electric. Tutto questo ha favorito l’umore delle Borse a inizio settimana, ma ben presto i timori sono tornati ad affiorare. Sempre da un punto di vista societario, l’attenzione si è concentrata sul perdurare della crisi del settore automobilistico, con i giganti americani Ford e General Motors che hanno annunciato a ottobre cali delle vendite rispettivamente del 30% e del 45% (secondo General Motors, ottobre è stato il peggior mese per il mercato auto dalla fine della seconda guerra mondiale). E male sono andate anche le vendite nel settore della distribuzione: in media, le catene Usa hanno mostrato i peggiori dati mensili dall’inizio del nuovo millennio. A condire il tutto e a far definitivamente rattristare le Borse sono infine arrivate le fosche previsioni da parte di Cisco Systems: il gruppo ha annunciato per il suo secondo trimestre fiscale (tra novembre e gennaio) un calo delle vendite del 10%, dopo che ad agosto, per lo stesso periodo, aveva invece pronosticato una crescita di oltre l’8%.

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