Analisi
Anche Babbo Natale prende il treno 9 anni fa - lunedì 22 dicembre 2008
Stiamo parlando dei guadagni che potreste regalarvi acquistando, in questo periodo, azioni di società del trasporto ferroviario. Warren Buffett, il mago della finanza, le cui scelte d’investimento commentiamo in questa rubrica, crede nelle ferrovie e continua a puntarci: noi, invece, preferiamo essere più prudenti.

Non facciamo riferimento al fatto che anche l’amato signore vestito di rosso, ormai avanti con gli anni, possa decidere di preferire alla sua vecchia slitta i più comodi nuovi treni “super veloci” appena varati dalle Ferrovie dello Stato. Piuttosto stiamo parlando dei guadagni che potreste regalarvi acquistando, in questo periodo, azioni di società del trasporto ferroviario. Warren Buffett, il mago della finanza, le cui scelte d’investimento commentiamo in questa rubrica, crede nelle ferrovie e continua a puntarci: noi, invece, preferiamo essere più prudenti.

Una prima frenata in Borsa

· Warren Buffett, tramite la sua società Berkshire Hathaway, ha, in questi giorni, acquistato ancora azioni della compagnia ferroviaria americana Burlington Norhtern Santa Fe (73,66 dollari) arrivando così a conquistare oltre il 20% del gruppo. Ma nel suo portafoglio, il guru della finanza ha anche azioni di altri colossi del settore ferroviario come Union Pacific (46,27 dollari) e Norfolk Southern Corp. (44,56 dollari).

· Proprio quest’ultima società era quella su cui vi avevamo suggerito di scommettere nella nostra analisi condotta sul settore nell’ottobre dell’anno scorso (vedi Soldi Sette n° 757; vi avevamo successivamente consigliato di limitarvi a mantenere, ma non acquistare più tali azioni già da Soldi Sette n° 790).

· Come potete vedere dal grafico qui a lato “Ferrovie più veloci della Borsa”, dopo essere arrivato a guadagnare anche fino al 40%, il titolo ha perso parecchio terreno nello scorso mese di novembre.

· A oggi il bilancio, dividendi inclusi, registra, dal momento del nostro primo consiglio, una perdita del 14,4%. Una perdita, è vero, ma comunque decisamente inferiore rispetto a quella registrata sia dal settore ferroviario preso nel suo complesso (-27,6%) sia dalla Borsa di New York (-41,4%). Il risultato è allineato, invece, a quello dell’altra compagnia ferroviaria, la Burlington Norhtern Santa Fe che ha perso il 13,5%.

Che cosa va bene…

· I risultati del terzo trimestre presentati dalla Norfolk Southern Corp. sono stati brillanti: nonostante il calo dei trasporti di materiale da costruzione e automobili, la crescita (+6%) di quelli di carbone (gli Usa sono una sorta di Arabia Saudita del carbone) ha permesso al gruppo di registrare un aumento dei ricavi di oltre il 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

· Inoltre, sullo stesso periodo, l’utile netto per azione è salito di oltre il 40%, battendo di oltre il 13% le stime medie degli analisti.

· Oltre al boom del carbone, a contribuire al risultato ci sono due altri aspetti fondamentali – e comuni a un po’ tutti i titoli di questo settore: la sempre maggiore efficienza nella gestione della rete (minori tempi morti nelle stazioni) e la capacità delle società di mantenere in crescita le tariffe di trasporto.

· Quest’ultimo aspetto è determinato dal fatto che le ferrovie, a parità di quantità trasportate, consumano circa un terzo del carburante che invece usano i mezzi su gomma: nei mesi scorsi, con il rincaro dei costi energetici, le ferrovie sono diventate un’alternativa sempre più conveniente e affidabile rispetto al trasporto tradizionale su strada.

…e che cosa va (o potrebbe) andare storto

· Non crediamo, però, che tale politica di tariffe in aumento possa essere confermata per molto. Col calo del prezzo del petrolio, il vantaggio competitivo esposto in precedenza viene via via meno.

· Non sorprende, a tal proposito, che il tonfo dei titoli in Borsa sia accaduto in novembre, proprio nel mese che ha visto il prezzo del greggio scendere di oltre il 18%.

· L’ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la crisi economica globale, che rischia di compromettere le esportazioni e, quindi, i trasporti di carbone, gli unici che fin qui hanno resistito.

FERROVIE PIÙ VELOCI DELLA BORSA

La crisi economica, il calo del prezzo del petrolio e i rischi di un rallentamento nella domanda di carbone hanno pesato negli ultimi mesi sull’andamento della Norfolk Southern Corporation (grassetto; base 100) che pure, dal momento del nostro primo consiglio, registra un bilancio migliore sia se confrontata con il settore ferroviario nel suo complesso (linea sottile) sia se paragonata con la Borsa di New York (linea intermedia).

· Nel porto di Lambert’s Point, il più importante punto di carico e scarico di carbone in tutto l’emisfero Nord del Globo, nonché principale snodo proprio della Norfolk Southern Corp., l’attività si è ridotta: se fino a solo un mese fa la lista d’attesa per accedere alle banchine contava fino a 8 navi, ora si è ridotta a zero. Inoltre, il nuovo presidente degli Usa ha fatto spesso in campagna elettorale dichiarazioni contro l’uso del carbone come fonte energetica, puntando piuttosto su altre fonti.

· Infine, non rassicurano i dati relativi alle quantità complessivamente trasportate su binari negli Usa, che testimoniano l’aggravarsi della crisi: se nei primi 10 mesi del 2008 il calo, rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, era stato di solo lo 0,4%, i dati alla prima settimana di dicembre parlano di una discesa dell’1,5%.

· Sebbene nel lungo periodo le prospettive dei titoli ferroviari siano positive, per tutti i suddetti motivi crediamo che il settore possa continuare a non far faville ancora per qualche mese. Non vi consigliamo di acquistare questi titoli. A chi avesse, invece, già comprato quelli della Norfolk Southern Corp. consigliamo di mantenerli.

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