Analisi
Metà Tiscali in Inghilterra e il resto? 9 anni fa - lunedì 1 dicembre 2008
Il colosso delle telecomunicazioni BSkyb del magnate australiano Murdoch è pronto a acquistare le attività inglesi di Tiscali. Che ne sarà della società se dovesse vendere? E se invece non vende?

· Da qualche settimana tiene banco la notizia delle trattative tra Tiscali e BSkyb (colosso britannico delle telecomunicazioni operante da anni anche in Italia) per la cessione delle attività inglesi della società sarda, una notizia che la stessa società ha confermato. L’operazione sarebbe di portata rilevante per Tiscali, perché le attività inglesi rappresentano il 68% dei ricavi dell’intera società e circa il 60% dell’utile industriale. Ma se l’operazione andasse in porto, a quel punto bisognerebbe chiedersi cosa ne sarebbe delle attività restanti di Tiscali. La società rimanente, infatti, sarebbe piccola e incontrerebbe grosse difficoltà a operare nel mercato italiano contraddistinto da un’elevata pressione competitiva e in un contesto economico ancor più difficile dell’attuale. A quel punto, anche le attività italiane potrebbero diventare oggetto di un’ulteriore cessione: molte società di telecomunicazioni estere, infatti, potrebbero cogliere l’occasione dell’acquisto di Tiscali per entrare nel mercato italiano. Inoltre, ci sarebbe l’incognita del debito: bisognerebbe vedere quanta parte di quest’ultimo verrebbe acquisita da BSkyb e quanto ne rimarrebbe in capo a Tiscali.

 

· D’altronde, non sembrano esserci grosse alternative alla cessione. Secondo le fonti d'informazione, BSkyb, infatti, avrebbe sul piatto ben 550 milioni di sterline (pari circa a 665 milioni di euro) a disposizione per acquistare il pezzo di Tiscali. Una cifra che alla società sarda farebbe comodo, e molto, visto la situazione in cui versano i suoi conti e che potrebbero causarle problemi qualora non dovesse vendere.

 

· Il risultato dei primi nove mesi di Tiscali parla, infatti, di una perdita di 0,17 euro per azione su cui grava un elevato indebitamento (il debito netto è di 576 milioni di euro).

 

· L’offerta di 550 milioni di sterline consentirebbe a Tiscali di ottenere i fondi per ripagare completamente il debito e per mettere in cassa anche della liquidità, che non farebbe affatto male alla società, visto che le sue disponibilità liquide, nel giro di sei mesi, sono scese da 109 milioni a 34 milioni. In un quadro macroeconomico che promette ulteriori difficoltà, con una conseguente riduzione della liquidità per la società, questo potrebbe essere un ottimo toccasana per le casse di Tiscali. Dunque, dato l’elevato indebitamento e la velocità con cui viene bruciata la liquidità, in assenza dei proventi derivanti dalla cessione, la società potrebbe trovarsi entro breve in grosse difficoltà.

 

· Cosa farne allora di Tiscali? Secondo il nostro modello di valutazione (www.altroconsumo.it/finanza > dichiarazione di responsabilità > come valutiamo le azioni) Tiscali (0,80 euro) è da lungo tempo cara e il consiglio è vendere. Chi ha seguito i nostri consigli non dovrebbe possedere azioni di questa società, ma per chi dovesse averne comunque, data la situazione in cui versa la società, il consiglio è sempre quello: vendere!

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