Analisi
Fortis 9 anni fa - lunedì 19 gennaio 2009
Si avvicinano le assemblee

Si avvicinano le assemblee

Prezzo al momento dell'analisi (16/01/2009): 1,39 euro

L’avvicinarsi delle assemblee e la prospettiva di qualche nuovo scenario hanno ridato speranza agli investitori e sostenuto il titolo Fortis.
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L’incertezza persiste

Lo scorso 12 dicembre la Corte d’appello di Bruxelles ha bloccato la vendita, concordata all’inizio di ottobre, degli attivi di Fortis a BNP Paribas, lasciando all’assemblea straordinaria il compito di decidere su queste vendite. In attesa dell’assemblea generale dell’11 febbraio, un comitato di 5 esperti sta indagando sugli eventi passati e sulle transazioni operate e dovrà produrre, all’inizio di febbraio al più tardi, un rapporto provvisorio. Sempre questo comitato dovrà negoziare con le controparti per ricercare un possibile accordo. Finora però il Ministro delle Finanze belga non ha accettato di negoziare con i rappresentanti degli azionisti di Fortis.

Nominare un nuovo Consiglio

In ogni caso, in vista delle assemblee dell’11 febbraio a Bruxelles e del 13 febbraio a Utrecht – in cui gli azionisti voteranno per nominare un nuovo Consiglio d’amministrazione (alle assemblee dell’1 e del 2 di dicembre 3 dei 5 candidati proposti da Fortis non hanno raggiunto i voti necessari alla loro elezione) – i difensori degli azionisti si sono uniti per proporre insieme 4 candidati, mentre l’azionista cinese Ping An e Fortis ne proporranno 2 ciascuno.

E dopo le assemblee?

Se le assemblee approveranno le vendite dell’inizio d’ottobre, queste verranno concluse come previsto; altrimenti si apriranno diversi scenari. Nel caso più estremo, si potrebbe ritornare alla situazione del 29 settembre, dopo il primo salvataggio della banca: solo il 49% delle attività bancarie in mano agli Stati belga, olandese e lussemburghese. Fortis Banque Belgique potrebbe quindi essere totalmente nazionalizzata. Oppure potrebbe anche venir creata una grande banca belga (fusione tra Fortis, Dexia e Ethias); uno scenario che ci sembra però poco probabile, poiché avrebbe un grave impatto sociale (drastiche riduzioni di personale). Sempre che le autorità competenti vigilino per mantenere una concorrenza sufficiente nel settore bancario belga, a priori uno scenario non ci sembra migliore dell’altro: tutto dipenderà dalle condizioni finanziarie.

Se le autorità belga e olandese dovessero, malgrado tutto, non tenere in conto del parere contrario degli azionisti, ciò porterebbe senz’altro a procedure giudiziarie costose e dall’esito incerto. Ci sembra quindi da preferire una soluzione negoziale, se possibile già prima dell’assemblea dell’11 febbraio.

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