Analisi
GDF Suez / E.on 9 anni fa - venerdì 9 gennaio 2009
Crisi tra Russia e Ucraina sul gas

Crisi tra Russia e Ucraina sul gas

Il conflitto tra la Russia e l’Ucraina ha perturbato l’approvvigionamento di gas in Europa, ma i due giganti del settore, GDF Suez e E.on, non troppo esposti in Russia, non dovrebbero risentirne più di tanto.
> Potete mantenere entrambi i titoli

La tedesca E.on (EONGn.DE; 28,90 euro) dipende dall’approvvigionamento del gas russo al 26%. È attiva in progetti di esplorazione in Russia come Yuzho Russkoye (il maggiore pozzo al mondo), ha una partecipazione in Gazprom (controllata dallo Stato russo) tramite E.ON Ruhrgas e partecipa al progetto NorthStream (costruzione di un gasdotto che va dalla Russia all’Europa attraverso il mar Baltico) insieme a Gazprom. Certo E.on è impegnata in progetti rischiosi e molto costosi, ma – sempre ammesso che, come sembra, la crisi non perduri a lungo – le sue prospettive non vengono rimesse in causa. Quanto alla francese GDF Suez (GSZ.PA; 34 euro), attiva soprattutto nell’importazione e distribuzione di gas, solo il 15% dell’approvvigionamento proviene dalla Russia. Il gruppo, presente soprattutto in zone politicamente stabili e in progetti meno rischiosi di quelli di E.on, afferma inoltre di disporre di riserve sufficienti (per oltre 80 giorni) e, avendo 15 navi metaniere (più 5 in costruzione), può sempre approvvigionarsi direttamente dai Paesi produttori. Certo la sua crescita è un po’ meno ambiziosa di quella della collega tedesca, ma i risultati sono più regolari. In entrambi i casi, la situazione attuale non giustifica un cambiamento di consiglio: mantenere.

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