Analisi
Speranze disilluse 9 anni fa - lunedì 26 gennaio 2009
Si sperava che la stagione dei risultati trimestrali potesse portare qualche novità positiva. Al contrario non ha fatto altro che alimentare la paura degli investitori sugli effetti della crisi economica.

Si sperava che la stagione dei risultati trimestrali potesse portare qualche novità positiva. Al contrario non ha fatto altro che alimentare la paura degli investitori sugli effetti della crisi economica.

Sembra non esserci fine alla crisi che sta attanagliando il settore finanziario, travolto anche nella scorsa settimana dalle vendite (-9,4%). Questa volta a sprofondare è stata Royal Bank of Scotland (-65,1%) che ha annunciato una perdita colossale. Il Governo britannico è intervenuto con una parziale nazionalizzazione per salvare l’istituto, ma la mossa ha spaventato i mercati. Si temono azioni simili anche su altri istituti britannici, primo su tutti Barclays (-47,8%), anche se l’annuncio di un risultato 2008 superiore alle previsioni ha riportato un po’ di fiducia sul titolo nelle prime ore di contrattazione di questa settimana. L’umore dei mercati resta comunque, nel complesso, orientato al brutto. A alimentare questa negatività ci hanno pensato anche diversi risultati trimestrali societari. Come vi avevamo annunciato sullo scorso Soldi Sette si attendevano con ansia i risultati di diversi colossi. Di questi solo IBM (+5,4%) è riuscito a offrire uno scenario rassicurante. Johnson & Johnson (-2,6%) e General Electric (-13,8%) pur annunciando risultati trimestrali, rispettivamente, superiori e in linea con le attese, hanno dipinto uno scenario fosco per il 2009. In particolare il secondo si attende un anno “estremamente difficile” senza sbilanciarsi in previsioni più precise. Tutto questo, assieme ai cupi scenari di mercato preannunciati da Nokia (-12,4%), alle perdite record di Sony (-11%), ai tagli al personale, mai di portata così ampia, decisi da Microsoft (-12,7%), lascia temere per un impatto pesante della crisi sugli utili societari. New York ha così chiuso la settimana in calo del 2,1%, mentre le Piazze europee, in media, hanno lasciato sul terreno il 5,2%. Peggiore della media il bilancio di Milano (-7,6%) su cui ha pesato il tracollo di Fiat (-22,6%): la situazione finanziaria del gruppo è delicata (vedi qui).

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