Analisi
UCB 9 anni fa - lunedì 12 gennaio 2009
Rinviata approvazione del Cimzia

Rinviata approvazione del Cimzia

Prezzo al momento dell'analisi (09/01/09): 24,51 EUR

Il rinvio del lancio del Cimzia sul mercato Usa penalizza UCB, che soffre già per le perdite dei brevetti dello Zyrtec e del Keppra, nonché per il ritiro temporaneo del Neupro. L’azione resta correttamente valutata.
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Il 2009 è cominciato male per UCB (UBC.BR): le autorità Usa hanno rinviato l’approvazione del Cimzia (per la cura della poliartrite reumatoide), richiedendo ulteriori informazioni. Una doccia fredda per il gruppo: ora che il suo fatturato è sceso in seguito alla perdita dei brevetti dei due farmaci principali, lo Zyrtec (allergie) e il Keppra (epilessia), avrebbe avuto bisogno di trovare nuove linee di sviluppo. Da fine 2007 UCB ha dovuto registrare il rifiuto del Cimzia (per il morbo di Crohn) in Europa, del Vimpat (per dolori neuropatici dei diabetici) in Europa e Usa e il ritiro temporaneo del Neupro (contro il morbo di Parkinson). Per risollevarsi il gruppo dovrebbe, quindi, accelerare il lancio di nuovi prodotti. A lungo termine, la crescita di UCB dipenderà proprio dalla sua capacità di lanciare sul mercato dei prodotti innovativi. Ed è proprio in quest’ottica che ha deciso, lo scorso anno, di adottare un piano, battezzato shape, per migliorare la produttività della ricerca e la sua redditività. Per il momento, però, il cammino verso la crescita resta faticoso e incerto. Riduciamo le stime sull’utile per azione da 1,10 a 1,05 euro per il 2009 e da 1,35 a 1,30 euro per il 2010.

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