Analisi
Fuga da Tiscali 9 anni fa - martedì 3 febbraio 2009
Il titolo della società, dopo aver raggiunto un massimo di 103 euro nel 2000, viaggia oggi intorno a 40 centesimi di euro: chi vende realizza una forte perdita, ma secondo noi c’è il rischio di perdere tutto mantenendo ancora il titolo.

· È oramai da molto tempo che il nostro consiglio su Tiscali (0,37 euro) è vendere e ora più che mai è di assoluta attualità. Il nostro consiglio rimane tale anche se significa realizzare una perdita.

· Sui conti di Tiscali, infatti, grava un debito molto elevato (il debito netto è di 610 milioni di euro), che si traduce in oneri finanziari pari a 0,06 euro per azione. Questo dato diventa preoccupante se si pensa alla difficoltà della società a generare risorse dalla propria attività. I risultati dei primi nove mesi, infatti, mostrano una perdita di 0,17 euro per azione. Inoltre, Tiscali brucia soldi in cassa con grande velocità, visto che le sue disponibilità liquide, nel giro di sei mesi, sono scese da 109 milioni a 34 milioni. In un mercato altamente competitivo come quello in cui opera Tiscali e in un quadro macroeconomico che promette ulteriori difficoltà, con una conseguente riduzione della liquidità per la società, c’è il rischio che il debito possa attestarsi su livelli insostenibili.

· Per far fronte a questa situazione, Tiscali è impegnata in una politica di riduzione dei costi, con l’obiettivo di queste operazioni è quello di risparmiare nell’immediato 40 milioni di euro. Intanto sono in atto 250 esuberi (attraverso un piano di incentivazioni) ed è stata sospesa l’offerta della internet Tv, lanciata appena sei mesi fa. A questi benefici di breve termine, però, fanno da contraltare dei rischi nel medio/lungo termine. La rinuncia a questo servizio, infatti, riduce le potenzialità di crescita e riduce anche le soluzioni strategiche alternative alla semplice offerta dei servizi telefonici base (telefonia fissa e internet). Di fatto Tiscali si trova invischiata in un settore nel quale si confronta con molti operatori e senza servizi che differenzino l’offerta: attirare nuovi clienti e creare cassa per ripagare i debiti è molto difficile.

· Il solo modo per creare cassa nel più breve tempo possibile sembra essere la cessione di alcune sue attività: guarda caso Tiscali ha ceduto la controllata Tiscali International Network (società che fornisce servizi di connessione di ultima generazione) per un valore totale di 47 milioni di euro. E le vendite potrebbero non finire qua.

· Nuova linfa alle casse della società sarda potrebbe arrivare, infatti, con la cessione delle attività inglesi di Tiscali. BSkyb, il potenziale acquirente, non ha però ancora formulato un’offerta. La società sarda, infatti, valuta le proprie attività del Regno Unito attorno ai 600 milioni di sterline (al cambio attuale circa 660 milioni euro), guarda caso l’intero ammontare del debito. Sky non sembra essere dello stesso avviso. Inizialmente la valutazione degli inglesi su Tiscali Uk si aggirava a 450 milioni di sterline (circa 497 milioni di euro), ma il deprezzamento della sterlina ha portato a ridurre il valore in euro delle attività e l’offerta del colosso britannico sembra essere di soli 180 milioni di euro. Cifra ritenuta insufficiente dalla società sarda. I contatti, però, continuano.

· Ammettendo che l’operazione vada in porto alle cifre volute da Tiscali, la società sarda avrebbe sanato i debiti, ma si sarebbe giocata il futuro: le attività inglesi rappresentano, infatti, il 68% dei ricavi dell’intera società e circa il 60% dell’utile industriale). È difficile per Tiscali continuare a operare nel mercato italiano contraddistinto da un’elevata competitività e in un contesto economico che va degradandosi.

· Per tutti questi motivi non riteniamo che vi siano prospettive positive per la società e possibilità che il titolo riprenda a correre in Borsa recuperando il terreno perso. Piuttosto c’è il rischio che la situazione peggiori ancor di più e che chi mantiene il titolo ancora rischia di perdere tutto. Non aspettate altro tempo e vendete!

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