Analisi
Fulgide speranze e tristi verità 9 anni fa - lunedì 16 febbraio 2009
La risoluzione alla crisi economica passa dal risanamento del mercato del credito: di questo sembrano convinte le Borse che seguono con apprensione le notizie relative al settore finanziario.

La risoluzione alla crisi economica passa dal risanamento del mercato del credito: di questo sembrano convinte le Borse che seguono con apprensione le notizie relative al settore finanziario.

Le Borse vivono di aspettative, e quando le loro attese vengono smentite dalla verità dei fatti si deprimono. Questo è quanto è accaduto nella scorsa settimana. La tanto attesa presentazione del piano di salvataggio del sistema finanziario Usa ha deluso gli investitori. Nello scorso Soldi Sette vi avevamo detto che le Borse si aspettavano la sospensione della norma contabile che obbliga le banche a valutare le attività tossiche al prezzo corrente di mercato. Di questo, nel piano non c’è traccia. Come verranno, allora, tecnicamente valutate tali attività nei bilanci degli istituti di credito? E quali sono le contromosse previste se gli investitori privati, che secondo il piano dovrebbero intervenire insieme allo Stato a rilevare queste attività, non dovessero poi presentarsi? Nessuna risposta precisa a questi dubbi è stata fornita. Un’incertezza che ha conseguenze gravi: se le banche continuano a essere esposte alla svalutazione degli attivi a rischio che hanno in portafoglio, continueranno a non prestare denaro, ma a tenerlo per sé per coprire le perdite. Atteggiamento che non favorisce la ripresa economica. Lo stato di salute del settore finanziario (-4,5%) ha per questo motivo monopolizzato l’attenzione dei mercati, che hanno, di fatto, ignorato le notizie provenienti dal fronte societario. Delusa dal piano, la Borsa di New York ha perso il 4,8%, mentre le Piazze europee, come sempre in scia, hanno accusato un ribasso medio del 3,9%. Milano ha chiuso a -3,8%. Un rosso che avrebbe potuto essere peggiore se a fine settimana le Borse non fossero state rianimate da un’altra speranza, quella di un piano Usa per agevolare il pagamento dei mutui. Il settore immobiliare è stato per anni il motore dei consumi americani: che la ripresa possa ripartire da qui?

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