Analisi
I listini vivono alla giornata 9 anni fa - lunedì 2 febbraio 2009
L'ipotesi della creazione di una "mala banca" ha dato in settimana brio alle Borse. Un entusiasmo durato, però, poco: a far da contraltare notizie macroeconomiche e societarie non rassicuranti.

L’ipotesi della creazione di una “mala banca” ha dato in settimana brio alle Borse. Un entusiasmo durato, però, poco: a far da contraltare notizie macroeconomiche e societarie non rassicuranti.

Può l’ipotesi della creazione di una “bad bank”, espressione inglese traducibile come “mala banca”, entusiasmare i mercati? Sì, visto che questo ente dovrebbe accollarsi tutte quelle attività tossiche che ancora si annidano tra i bilanci degli istituti di credito. Sgravare i gruppi bancari dal fardello di rischi e potenziali perdite fa ridurre il rischio che questi ultimi siano costretti a tagli al dividendo o a aumenti di capitale per salvare la propria liquidità. È una buona notizia per gli azionisti. Non solo, ma con più soldi in cassa e meno rischi, le banche potrebbero più facilmente tornare a prestare denaro a famiglie e imprese, rimettendo così in moto l’economia. Questo, complice la conferma del dividendo del gruppo bancario americano Wells Fargo (+19,1%) e l’annuncio di risultati non così negativi da parte di American Express (+4,6%), ha spinto in alto i listini e, in particolare, i titoli del settore finanziario (+5,8%). I mercati, però, non sono rimasti sereni a lungo. I dati macroeconomici, soprattutto quelli provenienti dal Giappone, mostrano la profondità della crisi economica. E le notizie che giungono dal mondo societario lasciano temere che la ripresa possa essere lontana. In particolare, Caterpillar (-13,5%), una di quelle società i cui conti sono considerati un barometro dell’andamento di tutta l’economia, non solo ha annunciato risultati trimestrali di circa il 20% inferiori alle attese, ma ha ridotto del 25% gli obiettivi di vendita per il 2009. Dopo un inizio sprint le Borse sono, così, tornate a scendere. La Piazza di New York ha chiuso la settimana scorsa con una perdita dello 0,7%, mentre l’indice dei principali 50 titoli europei (Dj Stoxx50) ha guadagnato il 4,3%. Milano ha chiuso il bilancio con un +3,9%.

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