Analisi
La questua 9 anni fa - lunedì 23 febbraio 2009
Colossi auto in fila per prestiti statali, un sistema finanziario che ha bisogno di qualcuno che lo salvi dai suoi stessi attivi tossici, consumatori che sperano in un piano che permetta loro di pagare le rate dei mutui: l'economia intera chiede aiuto. Lo riceverà? E, soprattutto, fermerà la crisi? Le Borse sono scettiche.

Colossi auto in fila per prestiti statali, un sistema finanziario che ha bisogno di qualcuno che lo salvi dai suoi stessi attivi tossici, consumatori che sperano in un piano che permetta loro di pagare le rate dei mutui: l’economia intera chiede aiuto. Lo riceverà? E, soprattutto, fermerà la crisi? Le Borse sono scettiche.

Secondo l’agenzia di rating Moody, in Europa dell’Est la recessione sarà più severa che altrove, mettendo a dura prova la solidità delle banche di quei Paesi. Una prospettiva che potrebbe avere conseguenze pesanti su tutti quegli istituti di credito occidentali, come Unicredit (-32,2%), che in questi anni hanno investito in quei Paesi. Le perdite potenziali rischiano di moltiplicarsi. Come se non bastasse, poi, in settimana sono giunte altre notizie gravi sia dagli Usa, dove si sta delineando un’altra truffa sullo stile di quella dei fondi Madoff (vedi qui), sia dalla Svizzera, con Ubs (-16,5%) sanzionata per aver coperto, tramite il segreto bancario, un numero ancora imprecisato di correntisti accusati di aver frodato il fisco Usa. Tra autorità di controllo che non funzionano e continue sorprese negative, i mercati restano preoccupati: le misure fin qui previste per cercare di porre fine alla crisi del sistema finanziario sembrano insufficienti e inadeguate. E se il mercato del credito non riparte, l’economia non si riprende. Le Borse ne sono convinte e dubitano che altri piani di sostegno all’economia, come quello per agevolare il pagamento dei mutui varato dalla nuova amministrazione americana, possano realmente servire a qualcosa. Una sfiducia sostenuta anche dal fatto che i colossi del settore automobilistico a stelle e strisce, nonostante il pacchetto di aiuti già ricevuto, siano ancora costretti a elemosinare soldi da parte dello Stato. Travolte dallo sconforto, le Borse si sono ritrovate così ad archiviare nella settimana scorsa un bilancio in profondo rosso. New York ha perso il 6,9%, le Borse europee, in media, il 7,7%, Milano, su cui pesano molto i titoli finanziari, ha perso il 12,4%.

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