Analisi
Risposta a Tiscali 9 anni fa - mercoledì 18 febbraio 2009
Tiscali ci ha scritto riguardo alla nostra analisi “Fuga da Tiscali”, dicendo che vi erano molte inesattezze. Vorremmo riflettere con voi sull’analisi punto per punto.

Per prima cosa Tiscali ci ha scritto che per tutte le considerazioni sulla possibile cessione di Tiscali Uk a Sky “non si comprende da dove evinciate le stime riportate e che, poiché la vostra analisi si propone quale punto di riferimento per gli investitori sarebbe quanto mai opportuno elaborarla non sulla base di rumors non verificati né apparentemente supportati da alcuna valutazione analitica”.

· Le informazioni da noi riportate sulla possibile cessione di Tiscali UK a Sky sono una visione di insieme di quanto è stato finora detto sui mercati e apparso sugli organi di stampa. È stato d’altronde precisato che offerte formali da parte di Sky non sono giunte a Tiscali e che “sembra” che Sky abbia offerto 180 milioni di euro: è stata data come una notizia presente sui mercati, ma non come un’offerta formale. Per quanto riguarda le valutazioni sono, al momento, in linea con quanto riportato dal mercato e sono sempre le valutazioni che circolano all’interno dell’informazione finanziaria. Dovendo dare un consiglio ai nostri lettori, riteniamo doveroso raccogliere il maggior numero di informazioni e dal maggior numero di fonti su tutto quello su cui i mercati finanziari riflettono, ovviamente dopo un’attenta valutazione della credibilità e della possibile correttezza dei valori riportati. Ed è solo l’inizio: all’analista, dopo il vaglio delle fonti, spetta il compito di trarre una conclusione e è quello che abbiamo fatto. Non pretendiamo di avere la verità in tasca, ma di poter dare un’intepretazione sì. Inoltre, Tiscali ha detto “nè apparentemente supportati”: ci ha criticati su una loro interpretazione. Infine, abbiamo concluso asserendo che i contatti tra le due società continuano, dando in questo modo peso al comunicato della società e non ai “rumors” dei mercati, che, invece, davano la trattativa come naufragata.

· Per quel che concerne la riduzione dei costi per un ammontare di 40 milioni, invece, Tiscali ha voluto specificare che i 40 milioni attengono non solo alla chiusura dell’iptv ma primariamente a costi operativi e indiretti. Noi vi abbiamo riportato che “Per far fronte a questa situazione (l’elevato indebitamento, che, al netto delle disponibilità liquide è di 610 milioni euro – che si traduce in oneri finanziari pari a 0,06 euro per azione - e aggiungendo i 34 milioni di cassa si ottiene la posizione finanziaria netta di 576 milioni di euro, come scritto da Tiscali), Tiscali è impegnata in una politica di riduzione dei costi” e che “L’obiettivo di queste operazioni è quello di risparmiare nell’immediato 40 milioni di euro”. Questo dato non si riferiva, quindi, solamente alla IPTV, ma a un piano generale di riduzione dei costi. Tra i vari tagli effettuati per realizzare una riduzione dei costi vi era anche la rinuncia all’IPTV (la internet Tv) e una riduzione del personale di 250 unità, attraverso un piano di incentivazioni volontarie (come precisato dalla stessa società). Queste due operazioni contribuiscono, ma non sono l’unica fonte dell’intera riduzione dei costi.

· Al nostro giudizio sulla sospensione della IPTV che era “A questi benefici di breve termine, però, fanno da contraltare dei rischi nel medio/lungo termine. La rinuncia a questo servizio, infatti, riduce le potenzialità di crescita e riduce anche le soluzioni strategiche alternative alla semplice offerta dei servizi telefonici di base (telefonia fissa e internet). Di fatto Tiscali si trova invischiata in un settore nel quale si confronta con molti operatori e senza servizi che differenzino l’offerta: attirare nuovi clienti e creare cassa per ripagare i debiti è molto difficile”, Tiscali ha risposto dicendo che “l’iptv non è mai stato presentato da Tiscali come motore decisivo per la crescita - così come non lo è per i competitor - ma rappresentava un servizio complementare al core business.” La nostra analisi parte da un assunto di base applicato a qualunque tipo di società. La diversificazione del portafoglio prodotti di un’azienda è un dato oggettivo che aumenta la possibilità di attirare nuovi clienti (in sintesi, se volete vedere la Tv via internet, farete l’abbonamento con una società che vi offre questo servizio: tra queste non vi è Tiscali, per cui andrete da un altro operatore telefonico) e di fidelizzare quelli già esistenti. È in quest’ottica che sorgono le perplessità sul potenziale di crescita e non, invece, sul principio che l’IPTV sia il cuore dell’attività di Tiscali, cosa mai espressa all’interno dell’analisi. Inoltre, in una tendenza di mercato che vede altre compagnie telefoniche unirsi per operare all’interno di questo servizio con l’obiettivo di sostituire la tradizionale televisione con l’IPTV, l’uscita di Tiscali da questo servizio segna, a nostro avviso, un passo indietro rispetto ai concorrenti.

· Dobbiamo correggerci, però, sull’utile per azione dei primi nove mesi del 2008. Il dato corretto è di una perdita di 0,17 euro per azione, anziché quella di 0,23 euro per azioni riportata nella nostra analisi.

· Tiscali ha poi commentato le nostre conclusioni sul futuro della società “È difficile per Tiscali continuare a operare nel mercato italiano contraddistinto da un’elevata competitività e in un contesto economico che va degradandosi” in questo modo: “la società presenterà un business plan sulla base del quale il mercato potrà correttamente e liberamente valutare le reali opportunità dell’azienda. Deciderne a priori le sorti senza avere idea alcuna dei piani della società ci pare opinabile”. Le nostre conclusioni si basano sulle informazioni disponibili in questo momento: non possiamo svolgere ora un’analisi con dati che ancora non esistono o intenzioni non ancora formulate. Inoltre, nulla toglie che, a fronte di un piano industriale convincente, un’analista non possa modificare la propria opinione sulla società. Infine, Tiscali ha definito del tutto opinabili le nostre conclusioni: è proprio questione di opinioni, ma non ha dimostrato che sono scorrette.

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