Analisi
Fragili entusiasmi 8 anni fa - lunedì 30 marzo 2009
Sostenute da dati positivi provenienti sia dal fronte macroeconomico sia da quello societario, le Borse mondiali hanno chiuso la settimana scorsa in rialzo. L'avvio di questa ha, però, mostrato come il nervosismo sui mercati rimanga elevato.

Sostenute da dati positivi provenienti sia dal fronte macroeconomico sia da quello societario, le Borse mondiali hanno chiuso la settimana scorsa in rialzo. L’avvio di questa ha, però, mostrato come il nervosismo sui mercati rimanga elevato.

Settimana scorsa i titoli del settore finanziario si sono ben comportati (+7%). I dettagli del piano Usa per ripulire i bilanci delle banche dalle attività “tossiche” sono piaciuti. Del resto, l’impegno del Tesoro americano è imponente: prevede l’acquisto di prodotti fino a un valore di 1.000 miliardi di dollari. Qualche dubbio, però, serpeggia. Il fatto che la partecipazione degli investitori all’asta dei titoli di Stato Usa a 5 anni non sia stata tanto elevata (tanto che i rendimenti sono saliti) ha fatto temere che il Tesoro non sia poi in grado realmente di mobilitare – e se sì, a quale costo? – tale massa di denaro. Settimana scorsa, però, grazie a una serie di dati macroeconomici Usa positivi, i mercati non si sono lasciati scalfire da questi timori. In particolare, superiori alle attese sono stati i dati sugli ordini di beni durevoli e sulla vendita di case nuove (vedi qui). Che i consumatori Usa stiano tornando a spendere? Una conferma sembra arrivare dai risultati trimestrali di alcuni giganti del settore della distribuzione (+4,9%). Best Buy (+11,6%) ha, per esempio, mostrato risultati trimestrali superiori alle attese. Dati particolarmente importanti, perché considerano anche i primi due mesi del 2009. L’euforia ha così prevalso sui mercati. New York ha guadagnato il 6,2%, le Borse europee, in media, il 3,2%. Pimpante Milano che ha messo su il 9,3%. Già l’avvio di questa settimana ha, però, mostrato quanto le Borse siano lontane dall’essere serene. La decisione del Governo Usa di bloccare gli aiuti a Chrysler e General Motors se queste non presenteranno piani di ristrutturazione più decisi, così come la notizia del primo salvataggio di una banca spagnola dal fallimento, hanno fatto riaffiorare tutti i timori sul perdurare delle difficoltà nel settore finanziario e sugli effetti che la crisi economica può avere sui conti societari.

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