Analisi
Alla scoperta della media mobile 8 anni fa - lunedì 25 maggio 2009
Il nostro articolo sull’analisi tecnica grafica (vedi Soldi Sette n° 835) ha interessato diversi di voi che ci hanno chiesto se era possibile indicare i valori di “supporto” e “resistenza” per un “gratta e scappa” sulle azioni Eni e Enel. Vi accontentiamo e cogliamo l’occasione per presentarvi un altro strumento dell’analisi tecnica: la media mobile.

Col gratta e scappa su Eni, guadagni del 10%

· Nel grafico “Gratta e scappa su Eni” vi riportiamo in linea sottile l’andamento del titolo Eni negli ultimi 9 mesi (precisamente dal 1° agosto 2008 all’8 maggio 2009). In grassetto abbiamo invece indicato i valori di supporto (a quota 16,2 euro) e resistenza (a quota 17,8 euro) che abbiamo identificato per mettere in atto il gratta e scappa.

· Come abbiamo già fatto per Telecom Italia su Soldi Sette n° 835 (a cui vi rimandiamo per maggiori dettagli su supporti, prezzi al di sotto dei quali il titolo ha difficoltà a scendere, e resistenze, prezzi che fa fatica a superare) acquistiamo il titolo quando raggiunge il prezzo di supporto, come accade il 20 ottobre, e lo vendiamo quando, invece, tocca la resistenza, come accade il 30 ottobre. Inoltre vendiamo il titolo appena perde il 10% rispetto al supporto in modo da limitare la perdita della nostra strategia al 10% massimo dell’investimento.

· Il risultato è interessante: supponendo di investire 2.000 euro e di operare con le migliori condizioni di trading (Directa Sim: 0,19%, minimo 0,4, massimo 18 euro), in poco più di otto mesi ci si sarebbe portati a casa un guadagno netto del 10,4% – che sale al 12,1% se si tiene conto del credito d’imposta maturato il 3 marzo 2009 - quando il prezzo va sotto il supporto del 10%.

· Non male per un titolo che nello stesso periodo ha perso il 18,8%.

 

Enel: i limiti del gratta e scappa

· E per Enel? Se guardate il grafico “Enel e la media mobile” e vi concentrate per un momento sulla linea sottile, quella dei prezzi del titolo sullo stesso arco di tempo di 9 mesi, vi rendete conto di come non sia facile applicare la strategia del gratta e scappa.

· Vi sono, sì, diversi supporti e resistenze, ma validi solo per periodi limitati di tempo e posti a “distanze” tali da non permettere ai guadagni di compensare spese, tasse e rischi.

· Per esempio, una resistenza importante tra fine ottobre e inizio novembre è stata quota 5,5 euro. Oggi, però, questo valore non può più essere valido e una resistenza è piuttosto individuabile sui prezzi tra i 4,3 e i 4,4 euro.

· Morale: il gratta e scappa può funzionare – a patto che si individuino correttamente supporti e resistenze, compito non facilissimo – quando il titolo fa su e giù, ma non prende una direzione precisa. Quando invece l’andamento è più definito al ribasso o al rialzo, questa strategia mostra tutti i suoi limiti.

 

GRATTA E SCAPPA SU ENI

 

Per Eni (linea sottile) abbiamo identificato come supporto il prezzo di 16,2 euro e come resistenza il prezzo di 17,8 euro. Su un periodo di poco superiore a 9 mesi, la strategia del “gratta e scappa” avrebbe permesso, nel migliore dei casi, di portarsi a casa un guadagno di poco superiore al 10% netto.

 

· Come risolvere il problema? L’analisi tecnica grafica propone un altro strumento: la media mobile.

 

La media mobile svelata…

· È una media aritmetica (nella sua forma più semplice) degli ultimi prezzi di un titolo. Si calcola così: prendete oggi gli ultimi 20 prezzi di chiusura e fatene una media. Ripetete domani l’operazione sempre su gli ultimi 20 dati: scartate quello più vecchio e aggiungete quello nuovo. E così andate avanti ogni giorno fino a ottenere una serie di dati che potete unire disegnando una curva.

· Nel grafico a fondo pagina “Enel e la media mobile” abbiamo calcolato questa curva prendendo ogni volta la media degli ultimi 21 prezzi di chiusura precedenti e l’abbiamo indicata in grassetto.

· Questa media permette di evidenziare la tendenza al rialzo o al ribasso di un titolo, eliminando “distorsioni” giornaliere e può essere usata per fare trading. In che modo? È sufficiente osservare il grafico con la linea dell’andamento dei prezzi e della media mobile. Quando la linea dei prezzi supera dal basso verso l’alto quella della media mobile è il momento di comprare (nel grafico di Enel, ad esempio, questo avviene chiaramente il 3 febbraio). Quando la linea dei prezzi “buca” dall’alto verso il basso quella della media mobile bisogna vendere (questo è avvenuto, ad esempio, il 12 febbraio).

 

ENEL E LA MEDIA MOBILE

 

Se negli ultimi 9 mesi si fosse seguita una strategia basata sull’incrocio tra l’andamento dei prezzi del titolo Enel (linea sottile) e la sua media mobile a 21 giorni (grassetto), si sarebbe perso nel migliore dei casi circa il 7%, contro un ribasso complessivo del titolo di circa il 27%. Non è detto, però, che la strategia garantisca sempre risultati di un buon livello.

 

 

… e applicata a Enel

· Proviamo allora a applicare questo metodo per Enel. Si ottiene che rispetto ai 2.000 euro investiti a inizio agosto, a fine periodo, sempre operando con le migliori condizioni di trading, si ottiene una perdita di circa l’8%, che scende al 7% se si tiene conto dei crediti d’imposta maturati. Che delusione, si è autorizzati a pensare.

· Vero, ma solo in parte: chi avesse acquistato a inizio agosto il titolo e lo avesse mantenuto fino alla fine del periodo, si ritroverebbe ora, pur contando l’incasso dei dividendi, a registrare un calo di circa il 27%, perdita più di tre volte superiore a quella ottenuta applicando la strategia di acquisti e vendite con la media mobile.

· Non solo, ma in alcuni casi questa strategia permette anche di guadagnare: ne trovate un esempio sul nostro sito www.altroconsumo.it/finanza, nell’articolo “Tutti i segreti della media mobile”.

· Resta comunque il fatto che la strategia non è esente da limiti. Il principale è quello legato ai falsi segnali. Guardate di nuovo il grafico di Enel: la linea dei prezzi buca dal basso quella della media mobile il 30 dicembre, per poi ribucarla, questa volta dall’alto, il 12 gennaio. La strategia vi ha, quindi, fatto acquistare il titolo a 4,45 euro per poi rivenderlo pochi giorni dopo praticamente sullo stesso prezzo: un’operazione che ha pesato in termini di commissioni.

· Esistono metodi per ridurre i falsi segnali e, quindi, limitare le perdite? Sì, ve ne parliamo nella prossima tappa del nostro viaggio nel mondo dell’analisi tecnica.

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