Analisi
Battuta d'arresto 8 anni fa - lunedì 18 maggio 2009
Alcuni dati macroeconomici e societari poco entusiasmanti portano le Borse a subire la prima seria battuta d’arresto dopo circa due mesi di rialzi.


Alcuni dati macroeconomici e societari poco entusiasmanti portano le Borse a subire la prima seria battuta d’arresto dopo circa due mesi di rialzi.

Il bilancio della settimana scorsa ha visto la Borsa di New York chiudere con un calo del 5%. Le piazze europee, in media, sono scese del 2,6%. Tra queste il risultato peggiore è stato quello di Milano, che ha accusato un ribasso del 4,7%. Se si esclude la piccola flessione registrata nella settimana del 24 aprile scorso – in media dello 0,5%, considerando che alcune Borse come quella di Milano erano salite anche allora – si tratta del primo bilancio in rosso degli ultimi due mesi. Del resto i dati macroeconomici non hanno riservato motivi di gioia. Sia i dati sul Pil nella zona euro – la ricchezza complessivamente prodotta da un Paese; vedi qui – sia quelli sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti (vedi qui ) mostrano come la crisi stia colpendo duramente l’economia “reale” (industria e consumi). Sono dati che hanno offuscato un po’ l’ottimismo degli ultimi tempi e hanno fatto riaprire gli occhi sugli sforzi a cui le società sono chiamate per cercare di arginare le conseguenze della crisi sui loro conti. Non è, quindi, una sorpresa che il settore farmaceutico, tra quelli che meno risentono dell’alternarsi dei cicli economici, sia stato tra quelli che si è meglio difeso, chiudendo addirittura in rialzo del 2,1%. Male, invece, il settore auto (-5,2%) sul cui risultato ha pesato anche la crisi sempre più profonda di General Motors (-32,3%; vedi articolo in ultime analisi). Benché nel corso della settimana fosse salito fino a quota 60 dollari al barile, il prezzo del petrolio (di qualità Wti) ha finito per chiudere in calo del 3,9%, trascinando con sé il settore energetico (-4,1%). Tra i settori più colpiti vi è stato anche il finanziario (-5,5%): complici alcuni risultati trimestrali non troppo positivi – tra quelli peggio accolti dal mercato ci sono, per esempio, i conti di Crédit Agricole (-11,7%) – e la crisi del gruppo belga Kbc (-47,8%), per il cui salvataggio è dovuto intervenire il Governo locale, gli investitori hanno approfittato per vendere questi titoli che erano saliti molto nelle settimane passate.

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